(14/03/2008)
Lo scorso 26 febbraio presso la Sala C dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia - Romagna (viale Aldo Moro 50) la Dott.ssa Alessandra Mariotti (Dipartimento di Discipline della Comunicazione - Università di Bologna) ha tenuto l’incontro “Il giornalismo partecipativo”. Invitati tutti i docenti, gli esperti e i partner coinvolti nella sperimentazione Partecipa.net
Durante l’incontro è stata illustrata con esempi concreti questa nuova modalità di fare informazione “dal basso”, mettendola in relazione con il portale Studenti&Cittadini e con la sperimentazione del kit della e-democracy che secondo la dott.ssa Mariotti rappresentano una interessante applicazione di una particolare declinazione del giornalismo partecipativo che può essere definito “giornalismo civico partecipativo”. Per capire i tratti salienti di questo innovativo modello di giornalismo collaborativo capace di stimolare gli studenti a diventare sempre più cittadini attivi è utile seguire a grandi linee il percorso proposto dalla dott.ssa Mariotti durante l’incontro.
1° punto : il giornalismo partecipativo
Con l’avvento del web di seconda generazione, il cosiddetto 2.0, applicazioni (blog, wiki, social network etc. etc) si sta affermando anche un nuovo modo di fare informazione in cui i cittadini da semplici lettori di siti altrui si trasformano in autori di contenuti messi online a disposizione di qualsiasi persona che a sua volta vi può contribuire, modificando il testo in maniera partecipativa. Gli esempi più conosciuti di quello che viene chiamato fenomeno dell’user generated content sono il coreano OhMyNews (http://english.ohmynews.com/), capostipite del giornalismo partecipativo, e Agoravox (www.agoravox.com). In Italia due casi interessanti: www.comincialitalia.net e www.leuropacheverra.eu
2° punto: il giornalismo civico
Il civic o public journalism, diffusosi negli Stati Uniti a partire dai primi anni ’90 e poi sviluppatosi anche nel nostro Paese, è un modello di informazione in cui i giornalisti interiorizzano alcuni cambiamenti significativi: invece di limitarsi a “raccontare notizie” il loro l’obiettivo diventa una più ampia missione per contribuire al funzionamento della vita pubblica. Il giornalista civico vuole aiutare i cittadini a capire la complessità dei problemi della loro comunità, mettendoli nelle condizioni di agire. I giornalisti “civici” non cercano scoop, non puntano alla conflittualità né alla spettacolarizzazione. Per loro il lettore è prima di tutto un cittadino non un consumatore. Il public journalism svolge una funzione di mediazione tra le istanze presentate dai singoli e le Istituzioni chiamate a risolvere le problematiche.
Alcuni casi in Italia di giornalismo civico: la rubrica "il caso del giorno" Corriere della Sera-Milano curata da Giangiacomo Schiavi (www.corriere.it/vivimilano/caso_del_giorno.shtml ) e la trasmissione radiofonica “Italia: istruzioni per l’uso” condotto da Emanuela Falcetti (dal lunedì al venerdì su RaiRadio1 dalle 6:13 alle 6:49 www.radio.rai.it/radio1/italiaistruzioniperluso/index.cfm trasposto anche in diretta TV su RAI News 24 al mattino.
3° punto: il giornalismo civico partecipativo
E’ una sintesi delle due precedenti modalità di fare informazione. L’obiettivo è, come nel caso del giornalismo civico, quello di contribuire al miglioramento della qualità della vita, ma in questo caso non è il giornalista a raccogliere la voce dei cittadini, ma sono gli stessi cittadini a creare blog o portali in cui inseriscono i propri contributi secondo il modello del giornalismo partecipativo. Si tratta di portali e/o blog che diventano strumenti di cittadinanza attiva, promuovendo la cultura della partecipazione.
Alcuni casi di giornalismo civico partecipativo: il sito www.professionecittadino.it e il blog www.vivere.milano.it
Al termine di questo excursus la dott.ssa Mariotti ha messo in evidenza come questo modello di giornalismo civico partecipativo trovi una interessante applicazione proprio nel portale Studenti&Cittadini e nel kit della e-democracy, due strumenti messi a disposizione dall’Assemblea Legislativa. Gli studenti che partecipano alla sperimentazione hanno infatti la possibilità di produrre propri contenuti informativi su tematiche legate alla cittadinanza attiva e di articolarli o in newsletter o in articoli per il portale. Inoltre l'Istituzione ed i giovani si sono dati degli standard per dialogare: ciò rappresenta un aspetto assolutamente innovativo poiché indica la volontà da parte dell’Assemblea di promuovere tra le nuove generazione un uso nuovo dei media partecipativi. I giovani generalmente li utilizzano solo per comunicare tra di loro. L’obiettivo della sperimentazione diventa invece quello di far toccare con mano agli studenti come i new media possano trasformarsi in strumenti che danno loro l’opportunità di ascoltare e farsi ascoltare dalle Istituzioni, favorendo l’impegno civico dei giovani nella vita della propria comunità.
A cura di
Alessandra Mariotti
Associazione Micromacchina