Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

I nostri programmi di lavoro

Dalle idee che abbiamo ricordato in questo giornalino, ci pare risulti evidente quanto ci interessi studiare un fenomeno, la dispersione scolastica, che presenta moltissime sfaccettature. L'impressione nostra è che siano talmente tante, che nemmeno le sei domande qui sopra possono sintetizzarle.
In attesa che l'Assemblea legislativa colga la richiesta avanzata dai nostri compagni, ci sembra utile impegnarci a progettare, provare e valutare interviste e questionari che indaghino almeno qualcuna di quelle sfaccettature.
Per le nostre riflessioni siamo partiti dalle nostre storie, per queste indagini vorremmo partire dalla nostra scuola e da Reggio Emilia.

Non crediamo di sembrare presuntuosi se diciamo sinceramente che se la nostra scuola è – come è – un liceo delle scienze sociali, un lavoro di questo genere da un lato risponde all'identità dell'Istituzione scolastica, valorizza ciò che la rende riconoscibile, dall'altro può costituire una bella sfida per la città, una proposta che speriamo si inserisca nel solco degli apporti culturali che il "Matilde di Canossa" da tempo riesce a dare al territorio in cui ha radici così profonde.
Le nostre compagne e i nostri compagni di 2a D lavorano per cogliere le discriminazioni di genere e sessuali che pure continuano a essere presenti nella scuola, mentre la 3a M apre finestre sulla dispersione in altri Paesi dell'Unione europea.

In coerenza con la vignetta che abbiamo presentato – e, certo, non solo con la vignetta! - quello che noi, come 3a D, chiediamo agli esperti allora non sono risposte, ma domande.
Insomma desidereremmo che gli esperti ci aiutassero a progettare le interviste e i questionari a cui abbiamo accennato, per renderli quanto più efficaci possibile su due piani:
- il primo, la raccolta di informazioni sul fenomeno, sulle sue cause, sulle sue conseguenze;
- il secondo, la diffusione della consapevolezza dei molteplici momenti che possono scatenare la selezione scolastica, dei ruoli che giocano, deliberatamente o forzatamente, i vari soggetti, le differenti istituzioni o agenzie che direttamente o indirettamente concorrono all'educazione o al suo contrario, a realizzare o a frapporre ostacoli al "pieno sviluppo della persona umana".

In estrema sintesi ci proponiamo di raccogliere dati, informazioni da utilizzare per stimolare riflessioni e idee in ciascuno di noi e in chi avrà la volontà di darci attenzione e collaborare.

Allora quattro ultime domande:

- è troppo ambizioso pensare che il nostro giornalino e quelli delle altre due classi possa ottenere l'attenzione di altri nostri coetanei in Emilia Romagna?
- è   possibile lavorare per lanciare un forum che raccolga i loro contributi, più o meno in contemporanea con l'uscita del nostro prossimo giornalino?
- si può programmare che il questionario sulla dispersione a cui vogliamo lavorare possa diventare, una volta sperimentato nella nostra scuola, una sorta di "sondaggio" aperto ai nostri coetanei di Reggio Emilia e, magari, dell'Emilia Romagna?
- potrà questo nostro lavoro essere offerto a quei nostri coetanei che parlano altre lingue, hanno radici in altre culture, ma hanno con noi in comune molte più cose di quelle che è possibile ricordare qui, oltre a correre anche loro il rischio di insuccessi scolastici, di diventare "vittime annunciate" di dispersione e selezione?