Il viaggio rappresenta per migliaia di persone la sola via di fuga da una realtà troppo crudele e difficile in cui vivere. La vita nei paesi d’origine di alcuni popoli diventa insostenibile a causa di tensioni interne, instabilità politica, difficoltà economiche, soprusi e violenze.
Le cause di queste situazioni vanno ricercate nel passato; in particolare, per quanto riguarda gli stati oggi chiamati del “ terzo mondo”, nel periodo che segue la fiorente e proficua espansione coloniale dell’Europa.
Secondo le statistiche dell’ONU l’Italia è tra uno dei venti paesi al mondo con il maggior numero di immigrati. Le persone viaggiano in cerca di fortuna e puntano a stati più sviluppati e vicini, il nostro Stato è perfetto.
Quando persone arrivano nel nostro paese non sempre accolte con simpatia e amicizia e, anche se forse non è nell’intenzione del singolo individuo, vengono emarginate e rese in qualche modo “diverse”.
Ancor oggi, a livello geografico, permane una situazione di forte squilibrio nella distribuzione e nel controllo delle risorse tecnico-economiche tra l’emisfero nord-occidentale e quello sud-orientale. Ciò comporta che gran parte dei flussi migratori di oggi si verifica lungo le rotte utilizzate tra Otto e Novecento. Infatti ci si muove dalle zone semi-periferiche del Sud e dell’Est del globo verso le aree più ricche del Nord e dell’Ovest.
Negli ultimi decenni l’immigrazione verso i paesi europei è profondamente cambiata. A lasciare la propria terra d’origine in cerca di fortuna non sono più in prevalenza uomini molto giovani, che arrivano da soli nei paesi d’accoglienza per spedire a casa le rimesse e con l’idea di non trasferirsi stabilmente, ma oggi è cresciuta vertiginosamente la percentuale delle donne che affronta il viaggio della speranza. Proprio questo mutamento strutturale del fenomeno migratorio impone una riflessione più ampia sulla condizione delle donne immigrate in Occidente, ma in particolare in Italia. Un tema che purtroppo passa alla ribalta mediatica solo in occasioni tragiche ed eclatanti.
In Europa il fenomeno dello sfruttamento sessuale è centrato sulle donne, ma anche gli uomini non sono risparmiati. Giovani e adulti del sesso maschile fanno parte di quella fascia del sex-business dove si collocano i transessuali. Oggi molti giovani si vendono nel mercato del sesso per estinguere un debito oppure per sopravvivenza. Questi ragazzi, in particolare rumeni, magrebini e curdi, si prostituiscono principalmente nel mercato omosessuale.
I minori sono sfruttati in molte attività quali l’accattonaggio, la prostituzione, la pornografia, i furti, il piccolo commercio per strade e grandi centri commerciali, lo spaccio di sostanze stupefacenti e, più raramente, nell’agricoltura e nella pastorizia. Il problema dei minori è apparso recentemente in Europa, sempre in concomitanza con il riassetto economico dei paesi dell’ Europa orientale.
Newsletter redatta da: 3^ I del Liceo Scientifico Respighi di Piacenza.
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Andrea Gualandi (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it