La tratta delle persone e la politica in materia di prostituzione
La prostituzione è sempre stata presente nella storia ed è ancora profondamente radicata nella società moderna, soprattutto lo sfruttamento delle donne. Quest’ultime hanno denunciato lo sfruttamento sessuale in due momenti: nella seconda metà dell’ 800, quando in Inghilterra ottennero il controllo dei bordelli da parte dello stato e all’inizio del 900 quando denunciarono la criminalità del commercio sessuale che si era espansa nel mercato internazionale.
Un fattore aggravante la prostituzione sono gli insediamenti militari nei paesi in via di sviluppo o in stato di guerra, dove vengono istituite apposite strutture per la soddisfazione dei bisogni sessuali dei militari.
Nel 1949 la comunità internazionale ha emanato la Convenzione delle Nazioni Unite per la soppressione del traffico delle persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui, che rimane tutt’oggi il principale trattato internazionale in materia.
Le politiche istituzionali hanno operato in materia seguendo tre modelli: proibizionista (la prostituzione è vietata e punita penalmente); regolamentarista (la prostituzione è regolamentata e controllata dallo Stato) e abolizionista (lo Stato tollera la prostituzione ma non lo sfruttamento). Tutti e tre questi meccanismi sono riusciti a smantellare solo parzialmente lo sfruttamento operato sulle donne.
In Europa i diversi modelli prostituzionali e le varie dinamiche legate alla tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale sono state oggetto di studi voluti dal Parlamento Europeo. A seguito di questi studi è risultato che:
a) nei paesi a modello regolamentarista, come Austria, Germania e Olanda, nei paesi a modello abolizionista, come Rep. Ceca, Polonia e Spagna e nei paesi a modello proibizionista, come la Svezia, la prostituzione collegata alla tratta è esercitata prevalentemente indoor, ovvero all’interno del paese stesso, senza alcun coinvolgimento esterno. Questo avviene per evitare violazioni delle norme che renderebbero visibile ed altamente rischiosa la tratta;
b) nei paesi a modello neo-abolizionista , come Francia e Italia, si tollera sia la prostituzione indoor che outdoor ma è criminalizzata la gestione di “bordelli”.
Inoltre le stime del numero di vittime rivelano che il paese con il minor numero di vittime è la Lituania, mentre il paese con il maggior numero di vittime a livello europeo è l’Italia.
Domande
-E’ possibile che le donne siano trattate come “oggetto” al fine di una soddisfazione personale?
- I dati riguardanti l’Italia dovrebbe farci riflettere, e non solo perché è il paese in cui viviamo, ma soprattutto perché abbiamo una responsabilità morale nei confronti di chi vede violati i diritti umani fondamentali: perché proprio in Italia c’è il più alto numero delle vittime?
Autori
Casarola Gloria
De Angelis Chiara
Tosca Federico