Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

I processi legati alla tratta nel contesto Europeo

La tratta di essere umani, soprattutto donne, riguarda gran parte dell’Europa Centrale e sud orientale. Dobbiamo però fare una distinzione tra i paesi cosiddetti di “origine”, cioè quelli da cui le vittime partono e quelli di “destinazione” cioè dove le vittime arrivano per essere inserite nei mercati dello sfruttamento.

In Europa i maggior paesi di origine del traffico sono Albania, Bulgaria, Lituania e Romania seguiti poi, in minor misura da Repubblica Ceca, Estonia, Polonia, Slovacchia. Bisogna inoltre considerare gli spostamenti di persone provenienti da Africa, America latina e Caraibi. I paesi di destinazione sono concentrati, invece, nell’Europa occidentale.

La tratta di persone è divisa in fasi fondamentali, ciascuna delle quali situata in luoghi specifici.

La prima fase è quella detta di “reclutamento” che avviene nei paesi d’origine delle vittime, poi avviene il “trasporto” durante il quale vengono attraversati vari paesi prima di arrivare al paese di destinazione, e per ultimo lo “sfruttamento” vero e proprio che avviene nei paesi di destinazione, e in alcuni casi anche durante il viaggio.

Le rotte che gli sfruttatori decidono di seguire sono enormemente aumentate nell’ultimo periodo a causa dell’ampliamento di questo circuito di sfruttamento ma anche per evitare possibili appostamenti della polizia.

Le rotte principali possono essere riassunte in queste 7:

  • Rotta baltica:  dalle regioni interne della Russia e dai paesi baltici con mezzi marittimi, soprattutto traghetti, giungono nei paesi scandinavi.
  • Rotta est-europea:  dalla Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca arrivano in Germania e Scandinavia; questo è anche l’ultimo tratto del viaggio di coloro che arrivano dall’Africa, Asia orientale e Sud America.
  • Rotta centro-europea:  dai paesi dell’Europa centrale, attraverso la rete autostradale, arrivano alle principali città dell’Unione Europea.
  • Rotta balcanica:  dalla Moldavia e Bulgaria, attraverso i Balcani , entrano nell’Unione Europea: solitamente i primi paesi incontrati sono Italia e Grecia, dove si arriva con piccole imbarcazioni.
  • Rotta africana:  per quest’ultima tratta dobbiamo fare un discorso a parte. Infatti è soprattutto il problema dei debiti delle famiglie a spingere la prostituzione, soprattutto in Nigeria. Al debito si aggiungono poi violenze fisiche e psicologiche alle famiglie. Le organizzazione inizialmente si pongono in un rapporto di fiducia con le loro vittime, promettendo loro guadagni facili e non legati allo sfruttamento sessuale, ma che poi si rivelerà tale nelle fasi di trasporto e sfruttamento in profonda violenza. L’arrivo in Unione Europea avviene con l’attraversamento dello stretto di Gibilterra.

Domande
- Non dovrebbe lo Stato imporre maggiori controlli sulle organizzazioni che effettuano il trafficking
- Che cosa ne pensate di questo fenomeno e del fatto che sia in grande sviluppo?
- C'è un modo per impedire, o almeno diminuire, questa "tratta"?


Autori
Chiara Fariselli
Andrea Cavanna
Gianmaria Ranieri
Roberta Tarenzi