L'esempio più eclatante è sicuramente quello di Carlo Rubbia (premio Nobel per la fisica nel 1984) che dal
Oggi, che è stato richiamato in Italia come consulente per il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, Rubbia si dice pronto a vincere la battaglia sulle energie rinnovabili. Questo scienziato è tornato e potrà aiutare il nostro Paese, ma i cervelli in fuga dall'Italia sono ancora molti: i più conosciuti sono il cardiochirurgo Ignazio Marino che nei mesi scorsi è partito per gli Stati Uniti, il fisico Giovanni Bignami che ha lasciato l’Italia per la Francia e Riccardo Giacconi, premio Nobel per la fisica 2002, che verso la metà degli anni Cinquanta del XX secolo ha conseguito importanti risultati a Stoccolma.
Spesso questi “cervelli” non tornano e danno un contributo rilevante allo sviluppo della scienza e della tecno-scienza, quindi, dell'economia dei paesi che li accolgono, soprattutto Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia.
La scienza procede attraverso la ricerca; investire in ricerca costituisce uno dei pochi modi che i governi hanno per rendere competitivo e progredito il proprio Paese. Purtroppo l'Italia non ha seguito la politica degli altri Paesi del mondo industrializzato e i nostri investimenti sono decisamente inferiori a quelli dei nostri partners, basti pensare che il numero di ricercatori italiani è circa la metà di quello corrispondente francese o tedesco.
Inoltre molte delle scoperte che hanno mutato il mondo sono state fatte da cervelli italiani, ma grazie a strutture e investimenti stranieri, ad esempio l’identificazione delle cellule staminali del liquido amniotico da parte di Paolo De Coppi a Londra. L'Italia ha continuato e continua a formare scienziati che le Università, gli Enti pubblici di ricerca e l'industria non assorbono e che quindi hanno lavorato e tuttora lavorano allo sviluppo dei Paesi competitori.
Si può bloccare questa fuga di cervelli? Come?
Scritto da:
Barbieri Francesca (referente del gruppo), Bassini Camilla, Bernardini Lorenzo, Cordoni Paolo, Re Isabella, Vola Federica.