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Ricerca pura e applicata: Vita su Marte?

Marte. La ricerca della vita extraterrestre ci ha condotto oggi sul pianeta rosso, dove un giorno potremmo forse trovare una nuova terra. Sembrerebbe fantascienza ma secondo alcuni studi, frutto di collaborazioni internazionali a cui ha contribuito anche l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) - l’Italia ha avuto infatti un ruolo attivo nelle missioni europee su Marte, soprattutto per quanto riguarda progettazione e costruzione di strumentazioni all’avanguardia - tutto ciò potrebbe realizzarsi nel giro di pochi decenni. E’ di qualche settimana fa la pubblicazione delle foto immortalate dalla sonda spaziale «Mars Reconnaissance» che confermerebbero le teorie sulle condizioni ambientali favorevoli all’insediamento della vita sul pianeta rosso.

La presenza di ghiacci ai poli, la presunta esistenza di acqua allo stato liquido, la concentrazione di metano in alcune aree dell’atmosfera e ancora le particolarità del tessuto geologico inducono gli scienziati a ritenere probabile l’esistenza di batteri sul suolo marziano. Questo tipo di ricerca non è finalizzato, come si potrebbe pensare, unicamente alla indagine scientifica, ma apre nuovi orizzonti sulla possibilità di colonizzazione di nuovi pianeti da parte dell’uomo, frontiera che potrebbe rivelarsi indispensabile per l’umanità in un futuro non molto lontano. Ipotesi avveniristiche sostengono che opportune modificazioni al sistema climatico, con conseguente produzione di gas necessari allo sviluppo di forme vegetali, renderebbero vivibile il pianeta per l’uomo.

Ma la vita nello spazio sarà davvero un traguardo raggiungibile?
O è ancora un’utopia, prodotto dell’imponente azione mediatica delle agenzie spaziali?
Vale davvero la pena di investire fondi così ingenti nella ricerca astronomica? 

Scritto da:

Daniele Castellana (referente del gruppo), Elisa Bighi, Alessandro Di Iorio, Diego Dotti, Mariagrazia Scianò

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