Il caso Eluana: emblema di un controverso rapporto, quello tra la Medicina e lo scorrere naturale delle cose. C' è chi sostiene che già dopo un anno passato in coma non vi erano più speranze, chi invece continua ad affermare che non bisogna interrompere l’alimentazione forzata. Tutti, in questi 17 anni, hanno discusso di cosa fosse bene o male per lei, ma chi si è fermato a pensare alla sua volontà?
Il padre l’ha sostenuta, e per questo è stato ricambiato con anni di lotta e sofferenza, additato addirittura come potenziale assassino. Eppure egli ha compiuto la scelta più difficile per un genitore, quella di rispettare la volontà di Eluana.
Insomma, un dramma umano è stato “utilizzato” da diverse istituzioni per affermare tesi e difendere posizioni in merito al testamento biologico. Il disperato caso si è trasformato in una palestra di sperimentazione dialettiche di opposte argomentazioni. Certo, la sovraesposizione della notizia ha permesso all' opinione pubblica di essere generalmente e complessivamente informata, ma ha anche autorizzato tutti a prendere parola. Così i politici, gli uomini di cultura, gli ecclesiastici, hanno sfruttato all'eccesso questa situazione di confine tra la vita e la morte per ribadire le proprie ragioni.
Ferdinando Camon, in un suo intervento sul quotidiano l' Unità (cfr 15 novembre 2008), afferma che “nessuno ama Eluana per quello che è”: i medici amano l' etica della medicina, i magistrati la legge, la Chiesa la fede”. E' con quest' ultimo punto che non sono completamente d’accordo: non metto in dubbio che le polemiche sollevate dalle alte cariche della Chiesa fossero guidate dall' amor di fede, ma non solo da questo. Credo che l'istituzione della Chiesa, non sempre espressione unitaria del mondo cattolico, sia una forma troppo forte di condizionamento e di controllo delle coscienze dei cittadini. Ma in Italia non ci sono solo cittadini cattolici e non è detto che debba essere la Religione a dire l’ultima parola su cosa sia giusto fare in casi così problematici ed estremi. Per concludere, credo che uno Stato laico e democratico non si possa considerare veramente tale se non tutela i diritti dei cittadini, e questo forse vale anche per i diritti che Bobbio definirebbe “di nuova generazione” come il testamento biologico.
Ogni cittadino, a mio parere, ha diritto ad una vita vera e non ad una vita che non è più vita, ma pura esistenza passiva forzata di un corpo che non è più corpo, perché la vera Eluana Englaro, quella degli ultimi tempi, non é più la bella e sorridente fanciulla ritratta dalla ingannevole foto replicata infinite volte dai quotidiani. Quella Eluana non c’è più. Bisognerebbe riflettere, pertanto, anche sull’etica dell’informazione e sulla scorrettezza delle informazioni, soprattutto di quelle visive. Ma questo è un altro discorso.
A cura di: Viola Tosetto, 1° C Liceo Classico “L. A. Muratori” di Modena.
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Andrea Gualandi (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it