Ci siamo posti la domanda di come si fa a individuare gli interessi che meritano di essere rappresentati e di essere affermati o protetti con leggi o altre norme. È stato inevitabile allora ritornare all'analisi dei bisogni e approfondirla.
Ci ha aiutato molto discutere la cosiddetta "scala di Maslow", soprattutto perché ci ha dato un metodo per valutare i diversi tipi di bisogni e gli effetti che la loro soddisfazione provoca in noi.
Non è stato difficile, a questo punto, per i nostri insegnanti ricordarci che l'analisi delle sensazioni e la soddisfazione dei bisogni può essere collocata logicamente in un sistema, che Piero Angela aveva presentato al grande pubblico in un libro intitolato appunto Premi e punizioni – alla ricerca della felicità .
In precedenza questo autore aveva dedicato un fascicolo del suo Viaggio nella scienza alla illustrazione di Come funziona il sistema premi punizioni.
In questo fascicolo, tale sistema ci sembra spiegato in modo molto semplice, diretto ed efficace nella didascalia di una immagine costruita con due mezze fotografie affiancate a formare una specie di fotomontaggio.
La didascalia dice:
«Il sistema premi-punizioni è stato messo a punto dal cervello per evitare le esperienze negative e per ottenere quelle positive»
Siamo stati certamente fortunati – intendiamo, ovviamente, per il nostro lavoro – per una coincidenza.
Mentre stavamo approfondendo la discussione del sistema premi-punizioni, valutando anche i differenti possibili tipi di esperienze, i giornali hanno pubblicato una notizia che ci ha molto aiutato nel comprendere con precisione e concretezza (qualcuno direbbe «nel toccare con mano») di che cosa stavamo parlando.
Qui di fianco riproduciamo solo la prima parte dell'articolo: anche solo il titolo sarebbe bastato a capire di che cosa si tratta.
In questo caso il sistema ha quasi determinato una tragedia, e a nessuno di noi è potuto sfuggire che ci sono limiti, meccanismi, vincoli che ci portiamo dentro, anche se non ne siamo sempre consapevoli, anche se pensiamo di essere abbastanza forti per violarli o, semplicemente, di poter continuare a ignorarli senza pagare quelle conseguenze, senza subire quelle punizioni, che scattano, anche se nessuno ha scritto le regole che prevedono sanzioni di diritto.