In classe siamo in ventuno, naturalmente alla data di questo primo numero del nostro g.i.r. G.i.r. sta per "giornalino in rete": la scelta dell'abbreviazione è altrettanto arbitraria quanto n.l. (news letter), ma almeno "giornalino" lo possono capire anche le nostre nonne!
Scusate se la prendiamo un po' così, da lontano, ma ci teniamo a partire presentando un quadro trasparente e il più preciso e oggettivo possibile di quello che la scuola ha fin qui significato per noi.
Su un piano più personale, più soggettivo ci piace – e ci sembra che si adatti molto bene anche a noi, proprio per l'esperienza di Partecipa.net – quello che i nostri compagni dell'attuale 5a B hanno scritto lo scorso anno per il loro progetto Arcobaleni di sapori:
«In un Istituto professionale come il nostro si scontano certo dei limiti, però un po' differenti e più complessi di quelli che sono sulla bocca di tutti "gli esperti" che parlano di scuola, come si parla di sport al bar. Perché, se si forma un rapporto di reciproco rispetto e di fiducia con gli insegnanti, alcuni di quei limiti diventano esperienze concrete – personali e di lavoro – che si portano nell'attività scolastica.
Di più: ci perdiamo in videogiochi con cui facciamo stragi di alieni o magari di pedoni, guardiamo televisori con tutti i canali del cielo e della terra, abbiamo in tasca telefonini con cui ormai si potrebbe anche fare il caffè, ma quando qualche persona in carne ed ossa gira fra di noi e ci racconta poesie o notizie, ci dedica la sua attenzione e qualche parte dal suo mondo di esperienze e di studi… beh, allora ci stupiamo anche noi nel notare che in classe non vola una mosca e sembriamo tanti bimbetti che pendono dalle labbra della nonna o del nonno per lasciarsi cullare dalla voce e dalla fantasia.
Poi, è chiaro che i nostri diciotto anni, suonati per molti di noi, ci portano presto a rifare casino, ma qualche volta spunta anche una voglia di cercare, di comprendere meglio. Allora dobbiamo nuovamente scontrarci con la mancanza di strumenti adeguati, con l'impossibilità di sottrarre tempo ai lavori in cui già molti di noi devono impegnarsi, con l'abitudine a essere passivi e con l'ansia di non saper superare ostacoli che molte volte non dipendono soltanto da noi.
Bimbetti…, racconti…, affrontare nuove sfide partendo dai propri punti di forza… forse è questo il cocktail che ci ha indotto a impegnarci in un'avventura che si inserisce sì nel nostro percorso di studi, ma fa risaltare anche approfondimenti, risorse e occasioni, che, fin qui, erano rimasti sullo sfondo.»
Insomma… noi della 1a E dell'a.s. 2006-07, anche se un po' tutti abbiamo alle spalle delle scuole medie non proprio felici e se qualcuno ha già cominciato ad assaggiare la pesantezza di certi lavori… noi – dicevamo – preferiamo dire che ci piace imparare facendo le cose, discutendole fra di noi e con gli insegnanti e gli esperti che ci seguono, magari anche impegnandoci a dire con vivacità quello che pensiamo. E non date retta a quello che hanno scritto le due studentesse della facoltà di Scienze della formazione che hanno partecipato a qualche nostra lezione, proprio per il progetto Partecipa.net :
«L'attenzione e la partecipazione della classe nel suo complesso, sembrano – sulla scorta dei ricordi della nostra esperienza scolastica – sopra la norma; i tre insegnanti, ma soprattutto la collaborazione tra il prof. Aicardi e la dottoressa Cavallari, riesce a produrre un palese e forte interesse tra gli alunni.»
… in realtà siamo noi che, con la nostra partecipazione e – appunto – la nostra vivacità, spingiamo gli adulti a impegnarsi ad ascoltarci e a interpretare, analizzare, sintetizzare quello che diciamo… magari non sempre in italiano perfetto, non sempre in sequenza logicamente coerente, ma certo in modo chiaro e diretto!
Questo è in linea con quanto scritto da un nostro compagno (vedi nei materiali, a fondo pagina).
Se questo non basta, vale la pena di anticipare qui quello che risulterà da una ricerca che il "Motti" sta elaborando sui nostri percorsi integrati. Nei nostri questionari, per esempio, per spiegare la nostra soddisfazione, abbiamo scritto: