Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

Storia del vino

Botti di vinoL’origine del vino risale a 2 milioni di anni fa; si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta alla fermentazione naturale avvenuta nei contenitori dove i primi ominidi riponevano l'uva.

L’interesse della nostra ricerca è di tipo storico e giuridico, per questo ci soffermeremo su questioni relative alle principali norme ed usi vigenti nel mondo romano.

Una miscela di acqua – freddissima o calda, a seconda della stagione o del gusto personale o dei cibi presentati sulla tavola – e di vino è la bevanda usuale per i romani, dal momento della GUSTATIO (antipasto), al pranzo vero e proprio (cena), alle SECUNDAE MENSAE (il dessert). Cura del buon padrone di casa è di offrire ai propri ospiti vini ben riusciti, ben filtrati, magari con la neve, prodotti da viti pregiate, come segno eloquente di buon gusto, di ricchezza, nonché di cultura e sapienza del vivere. Con il vino si può persino giocare durante il pasto ad un gioca di società ereditato dai Greci, il COTTABO il cui buon esito era di buon auspicio per il coronamento del sogno d’amore.

Il vino insomma provoca buon umore, allenta le tensioni sì, ma può condurre all’ebbrezza. Per questo motivo alle donne, specie se madri di famiglia, è, nei tempi più arcaici, severamente vietato, in quanto capace di indurre, sciolti i freni, ad atteggiamenti lascivi – funesta condizione per il VIR ROMANUS , sempre incline a sospettare sulla genuinità della propria paternità. In più, il vino scioglie la lingua, inducendo a rivelare anche cose non divulgabili; infine il vino puro contiene virus, forza del sapore e liquido seminale maschile insieme.

Ci può illuminare a questo proposito, uno dei racconti di Valerio Massimo ( Detti e fatti memorabili, 6, 3, 9): “un motivo di piccola gravità condusse Egnazio Mecenio ad uccidere a frustate la moglie, avendola sorpresa a bere; ma nemmeno lo si rimproverò, poiché tutti ritennero che essa avesse pagato giustamente il fio per essere venuta meno all’obbligo di sobrietà.” L’autore, è chiaro, sottoscrive energicamente l’opinione comune, affermando a sigillo conclusivo, che qualunque donna sia avida oltre misura di vino, sbarra la porta a tutte le virtù spalancandola invece ad ogni vizio.

Ben noto è il metodo adottato nel mondo romano per il controllo del consumo del vino da parte delle donne, il cosiddetto IUS OSCULI, testimoniato per noi, da altre fonti, da Aulo Gallio ( Notti attiche, 10, 23,1-3): “Gli autori che sono occupati di stile di vita e di costumi del popolo romano affermano che le donne, in Roma e nel Lazio, adottavano un modello di vita astemio, che significa lontano dal vino, detto, nel lessico antico, TEMETUM ; e sostengono che ci fosse l’usanza che esse offrissero il bacio sulla bocca ai congiunti proprio per far controllare questo, se avessero cioè bevuto. Vinello passito, mescolato con mirra ed altri tipi di bevande dolci al gusto, questo in genere bevevano le donne, come ci è testimoniato dalle opere da me ricordate; Marco Catone poi certifica che la donna non solo era sottoposta a censura, ma addirittura punita duramente dal giudice nel caso avesse bevuto vino come se si fosse macchiata di incesto o di adulterio.”

Il vino insomma, considerato nella sua presenza, costituisce una speciale coordinata che con altre contribuisce a delineare, in forma e sostanza, gli aspetti esteriori della vita di relazione nei quali le situazioni individuali, di coppia, di famiglia, di gens, trovano la loro realizzazione concreta.

Gli ultimi secoli della nostra era sono stati testimoni di uno sviluppo straordinario delle tecniche vitivinicole. L'evoluzione tecnologica nella lavorazione del vetro rese più facile la realizzazione di bottiglie adatte e la scoperta del sughero rese possibile condizioni di conservazione ideali del vino. La rivoluzione industriale ha cambiato, negli ultimi decenni, il mondo del vino. Grazie alle tecniche di refrigerazione dei vasi vinari, paesi caldi come la California e l'Australia hanno cominciato a produrre vini eccellenti, grazie anche a uve di eccezionale qualità. Il Nuovo Mondo ha avuto la capacità, grazie alla mancanza di convenzioni e condizionamenti, di imparare in fretta e raggiungere risultati straordinari in pochissimo tempo.In Italia da alcuni anni molte aziende cominciano a lavorare sulla qualità,sulla bassa resa per ettaro e sull’applicazione di criteri scientifici in fase di vinificazione.

“Cibo quotidiano”: mito, rito, norma e trasgressione in alcune fonti greche e latine. Maria Rita Casarotti, Claudio Cazzola, Quaderni del LICEO Classico ARIOSTO.

Documentazione

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