Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

Leggi, storia, economia nel cibo in E-R - Numero 1 - Maggio 2007

Il pane: dal mulino alla tavola.

Introduzione: la scoperta del pane

PaneIl pane è uno dei cibi più antichi, basti pensare che i primi rudimentali tentativi di coltivazione del grano risalgono al 10.000-9.000 a.C.
La scoperta del pane, probabilmente, avvenne in modo casuale quando, lasciata la poltiglia di acqua e farina vicino al fuoco, ci si accorse che induriva cambiando sapore.

I primi panificatori: dall'Egitto alla Grecia

I primi panificatori dell’antichità furono gli egiziani, ai quali si deve non solo la costruzione dei primi forni, ma anche la scoperta della lievitazione naturale, che ha portato alla graduale caduta in disuso del pane azzimo o non lievitato.
In Grecia la tecnica di panificazione fu notevolmente migliorata, grazie all’introduzione di un nuovo lievito proveniente dal mosto d’uva. Furono i Greci ad istituire i primi forni pubblici e le prime associazioni di panificatori.
Un tipo di pane comune della Grecia antica era una specie di sfoglia, cotta sul carbone di legna e conservata in rotoli. I Greci preparavano pane con miele, con uva passa, con fichi secchi, con vino cotto, con olive.

I Romani e l'innovazione tecnologica

Il processo evolutivo proseguì con i Romani che raffinarono la macinazione ottenendo farine più bianche e pure. La più importante innovazione tecnologica che tramutò la panificazione in una vera e propria attività artigianale, fu il passaggio dalla macina di pietra mossa da animali o da schiavi al mulino azionato dalla forza idrica. I “pistores” (che indicavano i fornai e i mugnai) si organizzarono in corporazioni.
L’esperienza acquisita dai Romani nell’arte della panificazione andò dispersa con la caduta dell’Impero e le invasioni barbariche fino all’affermarsi dei Comuni liberi, quando ricomparvero i fornai come artigiani indipendenti e la panificazione fu regolata da prescrizioni molto rigide.

Pane e riti: la Confarreatio

La Confarreatio è il rito religioso (tipicamente patrizio) con il quale si celebrava il matrimonio romano arcaico. Durante la cerimonia gli sposi offrono a Giove (dio protettore dell'agricoltura) una focaccia di farro, la spezzano e ne mangiano un boccone. Confaerratio deriva appunto dal nome della focaccia: panis farreus.


Newsletter redatta da:
Liceo Ariosto di Ferrara. Autori: Migliari Giada, Mondati Silvia, Antonellini Virginia, Cardelli Matteo, Fadiga Ettore Referente: Maria Rita Casarotti.
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Ilaria Perrone (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it.

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