E’ un omaggio al cinema che spesso attraverso un titolo o una storia narra una storia, una situazione, un fatto, gettando uno sguardo sulla realtà che ci circonda. “Giungla d’asfalto” è il titolo di un film del 1950 di John Huston che raccontava le sorti di una gang che fa una rapina.
La sicurezza è un argomento di estrema attualità, non a caso è uno dei temi sbandierati dai partiti politici ed è presente nei relativi programmi elettorali in vista della competizione elettorale del prossimo 13 e 14 aprile 2008. La sicurezza è un tema caro ai cittadini. Anche se bisogna ribadire, a chiare lettere, che oggi le persone hanno una percezione di insicurezza elevata rispetto ai dati statistici che affermano che si ha una diminuzione dei reati in generale.
La prima operazione utile per cercare di dire la nostra sul progetto “Giungle di asfalto” – la sicurezza nell’ambiente in cui viviamo – è stata quella di vedere e capire attraverso quali idee, parole, sensazioni, ecc…, il titolo suscitava in ognuno di noi.
A te, che stai leggendo questa news-letter, proponiamo la stessa cosa, fermati qualche secondo e cerca di pensare cosa il titolo del nostro progetto ti fa venire in mente...
Bene, ora confrontalo con il nostro:
La parola sicurezza ha suscitano in noi le seguenti parole, sensazioni, idee: sentirsi protetti, regole, essere tranquilli, sicurezza sul lavoro, sicurezza stradale, sicurezza nei locali che si frequentano, rispetto altrui, prudenza, non guardarsi alle spalle, non avere paura, prevenzione, autocontrollo, certezza della pena, affidabilità, avere coscienza.
Invece, se ci si concentrava su “Giungla/e d’asfalto”: gang, pirati della strada, rissa, stupro, vandalismo, droga, omicidi, alcool, razzismo.
Ok, torniamo al nostro iniziale punto di partenza.
Come sono i nostri paesi, le nostre città. Sicure? Insicure? La realtà in cui viviamo è veramente quell’ambiente malsicuro ed insidioso in cui prevale la legge della violenza e dell’astuzia come la trasfigurazione della parola giungla ci rimanda?
Il titolo del film di John Huston “Giungla d’asfalto” ci rinvia alla città come luogo in cui prevalgono corruzione e lotte spietate per il predominio e la sopravvivenza.
La sicurezza è una parola che comprende molti fatti e azioni, si può parlare di sicurezza sulle strade, nei locali, sul lavoro. Forse, la sicurezza un tempo c’era ma ora non più. Nei locali spesso si scatenano risse, a volte perché la gente ha bevuto troppo o per il colore della pelle, l’alcolismo e il razzismo sono le cause più influenti. Gli incidenti sono causati da pirati della strada che spesso hanno bevuto abbastanza o ingerito sostanze stupefacenti. Ormai non si è più sicuri da nessuna parte, ma ci sono tanti problemi che riguardano la sicurezza, come gli stupri, gli omicidi, il bullismo.
Questo ultimo ci riguarda da vicino visto che avviene nelle scuole. Il bullismo è un fenomeno che avviene spesso, anche se le persone che lo subiscono non lo denunciano per paura o vergogna. Molte persone pensano che il bullismo passi dopo l’adolescenza, invece non è da sottovalutare. Crediamo che per avere un paese più sicuro bisogna avere più regole e più rispetto per tutti.
Nonostante ci siano delle leggi sulla sicurezza, corriamo dei rischi. La sicurezza è sentirsi protetti. Per essere ancora più sicuri bisogna essere prudenti e avere rispetto altrui. Inoltre, è necessario avere la certezza della pena in modo che si sappia che si viene puniti se si trasgredisce la legge, le regole.
Il mondo in cui viviamo oggi è sempre più pericoloso anche se diminuiscono omicidi, risse, atti di vandalismo e stupro. L’Italia, come altri stati europei, è diventato, o si avvia diventare, un paese multietnico. Nonostante ciò, aumenta il razzismo e si ha sempre più paura degli stranieri perché molti pensano che siano più pericolosi degli italiani. Per essere davvero sicuri e tranquilli bisogna eliminare i pregiudizi verso gli altri ed avere consapevolezza delle proprie azioni.
Questa nostra newsletter termina qua……Alla prossima.
Newsletter a cura della Classe 2D dell’I.T.I.S. “Galilei” di San Secondo Parmense.
Redazione: Prof. Vincenzo Caci.
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Andrea Gualandi (editing) - Laurea
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