Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

Un popolo di giocatori

LOTTO E PROTESTE

I disoccupati di Napoli hanno bloccato per qualche ora l’estrazione del Lotto del 10 aprile per protestare contro il mancato finanziamento di un progetto contro la disoccupazione. Per evitare i ricorsi da parte di milioni di scommettitori i responsabili del Ministero delle Finanze hanno disposto che i numeri della ruota di Napoli fossero estratti a Roma.

Recentemente anche Umberto Bossi ha invitato a boicottare le lotterie come forma di protesta fiscale. Lo aveva già fatto nel 1997 inaugurando “il gioco padano della disobbedienza”e individuando gli stessi “strumenti di lotta pacifici che portano danni allo stato senza alcun rischio per i patrioti: niente più lotto, gratta e vinci, totocalcio e lotterie”.

Queste entrate tributarie presentano un profilo d’imposta non progressiva sul reddito, ma regressiva su di esso, perciò pesano di più sul reddito medio basso.

IL GIOCO D’AZZARDO IN ITALIA

In Italia il gioco d’azzardo ha proporzioni enormi, l’80% degli italiani vi presta attenzione e i giocatori patologici sono tra l’1 e il 3% della popolazione adulta. Le quote giocate sono in continuo aumento e rappresentano circa il 2% del PIL nazionale. Si tratta di una delle principali entrate dello Stato fra le imposte indirette. E' la crisi fiscale che intorno ai primi anni '90 fa costruire la fiscalita' attraverso l'azzardo. Il ruolo dello stato passa così da controllore del gioco percepito come disvalore, a promotore dei consumi con un marketing aggressivo, alla ricerca di sempre nuovi scommettitori.

Secondo lo psicologo e psicoterapeuta Rolando De Luca già tra il 2003 e il 2004 erano circa 50 miliardi di euro i soldi spesi per il gioco, considerando anche quello illegale. Nel 2001 la spesa pro capite era di 290 Euro all’anno, nel 2004 era già salita a 350 circa.

In Emilia – Romagna, secondo i dati pubblicati da Sir n.11 del 9 febbraio 2007:
Oltre 2 miliardi di euro all’anno si volatilizzano tra lotterie, scommesse e slot machines, con un’incidenza di 488 euro pro capite, e 1140 euro annui per famiglia, pari al 3,5 % del reddito imponibile Irpef. Sono 27 le sale Bingo nella regione, 698 i punti dove è possibile puntare sulle corse dei cavalli, 430 per le scommesse sportive, 18964 le newslot (eredi dei videopoker) sul territorio, collocate per il 64% in alberghi, bar, ristoranti e circoli privati.

Il boom del gioco d’azzardo è legato al periodo di crisi economica sia perché c’è più propensione a cercare soluzioni miracolistiche, sia come forma di investimento per il futuro.

LE AZIONI DI GOVERNO

Con la Finanziaria 2003 cominciano i provvedimenti del governo tesi ad ampliare l’offerta e quindi il consumo: introduzione dei videopoker, raddoppio delle giocate al lotto, casinò on line.

Anche la Finanziaria 2005 si occupa del settore: introduce la terza estrazione settimanale del lotto, le maggiorazioni delle vincite spettanti a terno, quaterna e cinquina, un nuovo tipo di sorte: l’estratto determinato; favorisce il gioco online con il computer mediante prepagati, aumenta i luoghi in cui giocare.

L’approvazione del decreto legge 223/06 ha promosso nuove tipologie di gioco a mezzo Internet, riordinando il sistema di distribuzione dei giochi a base sportiva con la costituzione di una rete strutturata di punti vendita.

Con questo decreto il governo si era anche impegnato a destinare parte dei proventi derivati dalla raccolta conseguente ai giochi e alle scommesse ad appositi capitoli di spesa dello Stato finalizzati a programmi educativi per far conoscere ai ragazzi i rischi che derivano dal gioco d’azzardo.

L’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) sostiene nella sua relazione annuale che l’incremento della raccolta relativo al 2007 ( pari al 19,7%) è per larga parte il risultato del costante recupero di quote del gioco illegale ed irregolare.

Un contributo significativo al miglioramento dei risultati, secondo AAMS, è derivato dai seguenti fattori:

- L’aumento della domanda di gioco attraverso gli apparecchi da divertimento e il raddoppio del fatturato delle lotterie, dei gratta e vinci..
- Una politica di progressiva riduzione delle imposte sulle scommesse sportive ed ippiche, sui concorsi a pronostico su base sportiva, sulle lotterie, sui giochi opzionali del lotto e del SuperEnalotto, e sugli apparecchi da divertimento. L’aliquota media dell’imposizione sul gioco è passata, infatti, dal 22,6% al 17,1% del 2007.
- La liberazione delle risorse dovuta alla diminuzione delle imposte è stata destinata all’incremento delle vincite ai giocatori, quest’anno pari a oltre il 68% della raccolta;
- L’avvio del mercato del gioco on line, che si è attestato quest’anno su oltre 1 miliardo di euro di raccolta;

GIUSTIFICAZIONI CONTESTATE

Per ciò che riguarda il gioco d’azzardo circolano informazioni propagandistiche come:
L’AUMENTO DELL’OCCUPAZIONE: la previsione che con le sale bingo ci sarebbe stata l’occupazione di 35/40 mila persone è smentita dai fatti, in quanto le unità occupate non superano le 5 mila.

I VANTAGGI PER L’ECONOMIA: lo stato vede nel gioco d’azzardo un mezzo per superare il “male” del debito pubblico, ma in realtà si ha un dirottamento di capitali dai beni di consumo (economia reale) alle scommesse quindi una perdita di opportunità per la crescita del Paese.

LA RIVITALIZZAZIONE DEI QUARTIERI: l’esperienza degli Stati Uniti ha mostrato che l’apertura di sale gioco nei quartieri ha portato un momentaneo afflusso di capitali e servizi, ma nel lungo periodo ha generato processi di diffusione della criminalità con conseguente degrado e deprezzamento delle zone interessate.

LA SOCIALITÀ DEL GIOCO: il gioco è sempre meno un’esperienza sociale, soprattutto nel Bingo le persone che giocano sono bloccate davanti alle loro cartelle e nel prossimo futuro lo saranno davanti ai monitor. Il ritmo di questi giochi è incalzante in quanto la velocità è l’elemento chiave per arrivare ad un guadagno.

LA DIMINUZIONE DEL GIOCO ILLEGALE: tutte le operazioni sono controllate dai Monopoli di Stato, nel caso del Bingo, lo stato dà la concessione al gestore .

LOTTO ISTANTANEO: RAGGIRO DI STATO

L’annuncio che il lotto istantaneo è un raggiro di stato è stato diffusa da note trasmissioni televisive come Striscia la Notizia e le Iene, mentre su Internet se ne occupa Telefono antiplagio. Il lotto istantaneo è molto simile al lotto tradizionale, la differenza è essenzialmente che il giocatore viene a sapere subito se ha vinto oppure no. Secondo il promotore di Telefono antiplagio poiché nel lotto istantaneo l’estrazione viene eseguita dopo la giocata, il sistema informatico può “vedere” anticipatamente i numeri scelti dal giocatore e, dato che il montepremi è fissato in anticipo, il sistema non può consentire vincite illimitate: una volta esaurito il montepremi non c’è più alcuna vincita ma gli scommettitori non sanno se la vincita sia già stata assegnata tutta al momento della loro scommessa.

Lo stesso problema esiste nei casinò on-line dove un sistema informatico truffaldino si adegua alle modalità di gioco degli scommettitori: quando puntano poco vincono e quando puntano tanto perdono tutto quello che hanno scommesso.

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A cura di Cracolici Marika e Michael Laurenza - classe V D Erica