GIOCHI COME MODELLI DI VITA
Secondo la psicologa Tilde Giani Gallino i giocattoli sono per i bambini un simbolo e un modello di vita, spesso sono scelti in base alla pubblicità e ciò che viene offerto dal mercato.
Questo vale soprattutto per i bambini oltre i cinque o sei anni, in quanto quelli per i più piccoli hanno caratteristiche neutre e sono solitamente peluche o giochi di plastica colorati.
I bambini che sono attratti da giochi di ruolo, in passato avevano come modello personaggi umani (soldati, indiani…) oggi il tema rimane ancora quello della guerra, ma vede come protagonisti robot e altre strane creature.
Per quanto riguarda le bambine il giocattolo più utilizzato era la bambola tradizionale, che ha sempre avuto la funzione di prepararle al ruolo di madre. In seguito il suo posto è stato occupato dalla Barbie che rappresentava la ragazza emancipata fino ad arrivare ai giorni d’oggi in cui sono comparse sul mercato nuovi modelli di bambole come le Bratz che hanno un ruolo ancora differente cioè quello di indurre le bambine allo shopping a alla bellezza esteriore avviando così il loro mestiere di consumatrici.
GIOCHI E MODELLI VIRTUALI
Negli ultimi anni i giochi per le ragazzine adolescenti sono molto cambiati, soprattutto grazie alle nuove tecnologie informatiche.
Ad esempio in Francia nel 2007 è stato inventato un gioco on line del tutto innovativo, chiamato Miss Bimbo, che consiste in un concorso di bellezza virtuale, che ha per obbiettivo quello di creare su internet la bambola più “eccitante”, più “cool”, più ricca e famosa del mondo.
Nel febbraio 2008 il gioco è sbarcato anche in Gran Bretagna con grande successo, coinvolgendo adolescenti tra i nove e i sedici anni.
Il gioco consiste in una gara tra le iscritte a cui viene data una figurina femminile nuda da vestire con abiti che si comprano con Bimbo-Dollars. Poi si fissano delle “missioni” (come ad esempio dimagrire dopo aver mangiato troppa cioccolata per una delusione sentimentale). Se poi il fisico non è abbastanza sexy è possibile intervenire con lifting e operazioni di chirurgia estetica, ovviamente a pagamento.
Tutto questo però ha un costo reale, perché, quando la concorrente ha esaurito la sua dotazione iniziale di dollari virtuali, è necessario mandare messaggi dal cellulare al costo di una sterlina e mezzo l’uno (circa due euro) per ripristinare i crediti, spendendo così anche cifre considerevoli in poco tempo.
Il gioco ha ricevuto numerose critiche, soprattutto perché alle bambine viene offerto un modello di bellezza che può condurre all’anoressia e al sogno di migliorarsi con la chirurgia estetica, come sostenuto anche da Dee Dawson (dirigente di una clinica che cura i disordini alimentari). Altri esperti hanno inoltre affermato che passa un messaggio sbagliato, cioè quello che il peso, le taglie e le forme del corpo possono essere facilmente manipolate quando questo non corrisponde alla realtà.
L’ideatore del gioco Nicolas Jacquart a queste critiche ha semplicemente risposto che il gioco è nato con lo scopo principale di prendersi cura di una figura virtuale. Il suo collaboratore inglese Evans ha affermato che il gioco rispecchia la società: Le statistiche infatti evidenziano che già dal 2007 in Gran Bretagna (cioè prima dell’arrivo del gioco) 600 teenager hanno affrontato un’operazione di chirurgia estetica, con un incremento del 150% rispetto al 2006. Trattandosi di operazioni costose è evidente che i genitori sono consapevoli e d’accordo con le scelte delle figlie.
In ogni caso c’è chi sostiene che per risolvere il caso occorre che i genitori blocchino l’accesso al sito. I sondaggi, però, dicono che i genitori tendono molto frequentemente a delegare ai giochi virtuali la funzione di baby-sitting (Ap/Aol Game) e gli italiani pur essendo preoccupati dei contenuti, sono particolarmente ignoranti sui sistemi di classificazione per stabilire l’idoneità dei giochi elettronici (sondaggio Microsoft).
GIOCHI PER IMPARARE
Anche i giochi virtuali sono utilizzati per l’apprendimento. Già alcune aziende, come Nintendo e Leader, o Istituti come National Geographic propongono videogiochi didattici in cui attraverso quiz interattivi si può mettere alla prova la propria preparazione in diverse discipline.
Numerosi sono poi i siti Internet in cui sono a disposizione giochi per ogni fascia di età.
Un esempio interessante è ICE (Ice Cream Empire), un piccolo grande gioco di simulazione per il cellulare nel quale si viene chiamati ad avviare e sviluppare un’attività artigianale di produzione e vendita di gelati, con l’obiettivo di ottenere il più elevato risultato economico (utile) possibile. Questo prodotto realizzato dall’Università Bocconi ha lo scopo di introdurre i giocatori ai problemi di economia aziendale e sviluppare lo spirito imprenditoriale. Dato il successo conseguito la Bocconi lancia un nuovo gioco di simulazione Fashion Empire nel campo della moda.
Attraverso Internet si può anche imparare e fare beneficenza. Da ottobre 2007 un programmatore di computer, John Breen, ha istituito un sito chiamato Free Rice, che permette di giocare e divertirsi imparando l’inglese. Il gioco consiste nell’indovinare il significato di termini in inglese e consente di donare per ogni risposta esatta, 10 chicchi di riso al PAM (Programma Alimentare Mondiale) che li destina così a chi muore di fame nel mondo.
A cura di Davide Fiorini, Francesca Meninno, Benedetta Quattrini e Giulia Setti - classe 5D Erica