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Calciopoli o moggiopoli? Meglio riderci su!

Uno dei più antichi proverbi dice che non c’è due senza tre, e questo, sembra proprio il caso dello scandalo italiano del calcio 2006, dopo quello del 1980 noto come Calcioscommesse e quello del 1986 noto come Calcioscommesse 2. Lo scandalo calcistico del 2006 (vuoi la grande dispersione di notizie fatta dai media, vuoi la gravità del fatto o forse perché è l’unico a cui ho assistito!), è stato quello più discusso ed importante fra i tre.

Tutto è cominciato il 2 maggio del 2006, dopo che i tribunali di Torino e in particolare Napoli, hanno operato alcune intercettazioni nei confronti dei dirigenti dei club sportivi più famosi come la grande Juventus (non vogliatemi male ma ho il cuore bianconero!), la Fiorentina, il Milan e la Lazio; in seguito sono state accusate anche Reggina ed Arezzo.

Queste pesanti accuse di corruzione e manipolazione sono state rivolte soprattutto a noti personaggi come il Lucianone Moggi e il suo compare Antonio Giraudo della Juventus, Diego Della Valle per la Fiorentina, Claudio Lotito per la Lazio in più l’addetto agli arbitri Meani per il Milan. Una cosa grave è che, non solo dirigenti ma anche designatori arbitrali e arbitri, erano all’interno di questi loschi complotti,. Addirittura i vertici più alti della Federcalcio venivano accusati(da non credere). Ognuno aveva la propria parte, come in una commedia di burattini.

Ma a questo punto c’è un “però”: come è potuto succedere che un dirigente di una sola società aveva potuto attirare verso di sé un cosi sproporzionato potere di controllo, corrompendo arbitri e compromettendo partite??

Proviamo a spiegarci un pochino. Il potere dominante, secondo la ricostruzione della magistratura sportiva, era tutto in mano ai dirigenti della Juventus e del Milan che avevano subordinato le altre società. Proprio per questo si credeva che (senza che nessuno scoprisse niente…) alcuni di questi alti personaggi delle società citate intrattenessero rapporti “segreti” con designatori arbitrali in modo da avere arbitri compiacenti che favorissero determinate squadre durante il corso delle partite. Ma io dico, secondo voi si può?? Per me no! Secondo l’accusa, sostenuta dai diversi PM che seguivano il caso delle intercettazioni, era addirittura solito rivolgere minacce nei confronti di arbitri non del tutto favorevoli a questo tipo di “rapporti”. Tra tutte le squadre messe sotto torchio la Juventus era quella messa peggio; veniva anche accusata di avere una cupola con cui Luciano Moggi riusciva ad ottenere la supremazia sugli arbitri durante le partite di campionato. L’inchiesta aperta contro questo scandalo calcistico è stata conclusa in tempi brevi, dato che ben quattro procure ci stavano lavorando, ma ci sono state pene molto pesanti: retrocessioni, multe, radiazioni (non quelle nocive….almeno non per noi!), e revoca degli scudetti per le squadre coinvolte.

Una squadra però, la Juve, non è stata molto contenta del risultato ottenuto, ha inizialmente deciso di proseguire e di ritrovarsi faccia a faccia con la Corte di Giustizia Europea. Ma nel frattempo, vi ricordate cosa stava accadendo? Il 2006 è stato l’anno dei Mondiali (che tra l’altro abbiamo vinto meritatamente!)…

Tornando allo scandalo, la Corte Federale ha emesso, il 25 Luglio 2006 le diverse sentenze per le squadre coinvolte. Tuttavia queste sentenze sono modificate dalla Camera di Conciliazione e Arbitrato del CONI, il 27 Ottobre 2006. Per quel che riguarda le società le sentenze sono state: Juventus, retrocessione in serie B con 9 punti di penalizzazione (in più la revoca di due scudetti); la Lazio con 30 punti di penalizzazione più 3 punti da scontare in serie A; il Milan, 30 punti di penalizzazione e 8 da scontare in serie A e per la Fiorentina 30 punti di penalizzazione e 15 da scontare in serie A. I dirigenti più penalizzati, sono stati Luciano Moggi (chi l’avrebbe mai detto!) con 5 anni di esclusione dai campi di gioco e la proposta di radiazione, Antonio Girando con la stessa sentenza del collega! Le altre due squadre indagate, Reggina e Arezzo, hanno avuto rispettivamente: 11 punti di penalizzazione da scontare in serie A più 100.000 euro di ammenda e 6 punti da scontare nel campionato di serie B.

I dirigenti della Juve avevano presentato ricorso al TAR rischiando sanzioni ben peggiori dato che la Federazione lo vietava. Quello che veniva richiesto dalla squadra era di tornare in serie A e la restituzione degli scudetti che erano stati assegnati all’Inter. Dato che questo non è “piaciuto” alla FIFA, al CONI e alla FGCI, il Consiglio di Amministrazione della Juve ha deciso di ritirare il ricorso, per non far slittare in avanti l’inizio dei campionati di serie A e B. Di conseguenza la Juventus, per evitare sbandamenti, non ha insistito per una riduzione della pena. Per concludere vi lascio con una domanda: se non c’è due senza il tre, il quattro verrà da sé? (speriamo proprio di no!).

Link utili

Forti Federica, V A IIS Meucci di Carpi. Referente Prof. Giuliano Albarani.