Dal dicembre 2007 il calcio ha una nuova sfida da affrontare.
Dopo gli avvenimenti tragici che hanno coinvolto questo sport, grazie ad una società di grande valore sportivo come la Fiorentina, si è iniziato a parlare di terzo tempo.
Tipico del rugby, il terzo tempo nasce insieme a questo sport nel lontano 1823 quando William Webb Ellis, trasgredendo le regole del football, diede inizio, non solo ad un nuovo tipo di gioco, diviso in due tempi, ma anche allo spirito del divertimento e dello stare insieme attraverso il terzo tempo.
Questa ultima parte della partita di rugby è un momento di fondamentale importanza dove i giocatori delle due squadre, insieme a tutti coloro che hanno partecipato direttamente o indirettamente alla partita, festeggiano insieme l’incontro appena concluso. La tradizione prevede che sia la squadra che ha giocato in casa ad ospitare ed accogliere la squadra in trasferta attraverso un banchetto, in modo tale da ritrovarsi tutti insieme seduti intorno ad un tavolo.
Il senso di ospitalità è il primo aspetto estremamente ammirato da tutti, insieme all’atmosfera di cordialità attraverso la quale si cerca di attenuare e cancellare tutte le tensioni o gli attriti nati dall’incontro disputato sul campo di gioco. Proprio grazie a questo, nascono amicizie e rapporti personali che proseguono anche oltre la partita o il risultato finale.
Il 2 dicembre scorso, al termine della partita tra Inter e Fiorentina è accaduto qualcosa che non si era mai visto prima. I giocatori viola andando a stringere la mano ai giocatori interisti, hanno fatto notare, attraverso un gesto che è stato estremamente apprezzato, una delle tante mancanze di questo sport: la sportività dell’accettare il risultato finale.
Non era mai accaduto che, in uno sport caratterizzato ultimamente solo da eventi negativi, ci fosse una manifestazione così plateale e impressionante di lealtà e di vero senso del gioco. Il consenso a questo segmento finale della partita è stato unanime, sia da parte della dirigenza che da parte dei tifosi.
Secondo il sondaggio effettuato dalla “Gazzetta dello Sport”, il 51,60% dei lettori, al 4 dicembre 2007, erano estremamente soddisfatti e convinti che il terzo tempo doveva essere ripetuto. Anche i più importanti dirigenti delle maggiori squadre calcistiche erano e, sono tuttora convinti, che questo gesto sia da replicare; tuttavia Lugaresi, dirigente del Cesena, ha espresso la sua opinione commentando negativamente le decisioni prese in consiglio sul fair-play paragonandole ad una “cipria su una signora di 80 anni”. E’ chiaro che i problemi recenti del calcio non si risolvono con una stretta di mano, ma in ogni caso anche qui si inizia a piccoli passi. Questo potrebbe essere l’avvio, ma solamente nel caso in cui quelle strette di mano fossero veramente sentite e sincere, perché è inutile porgere la mano se poi nel cuore c’è ancora odio o rabbia per ciò che è avvenuto pochi istanti prima.
La Lega ha difeso questa sua “mancanza” verso il vero spirito dello sport, coperta da una sua squadra, dicendo che ciò che si è visto era coerente con un suo progetto del 2004, che nessuno aveva notato e che di conseguenza era stato abolito immediatamente. Si trattava di un saluto tra i 22 giocatori, richiamati nel cerchio del campo dall’arbitro, ma purtroppo al tempo non aveva colpito l’attenzione di nessuno.
Verso la metà di dicembre la Lega, riunendosi, ha voluto stabilire il cerimoniale da seguire, indicando precedentemente che la situazione vista tra Inter e Fiorentina non era assolutamente adatta perché faceva parte del patrimonio del rugby e si voleva trovare qualcosa di più caratteristico da assegnare al calcio.
Con il riaprirsi del campionato si è vista in pratica la decisione presa dalla Lega: un post-partita determinato da un cerimoniale di fatto estremamente simile a quello visto sul campo il 2 dicembre.
Sarà questo l’inizio del risanamento completo di questo popolarissimo sport? Magari…
Sabrina Manicardi V A IIS Meucci di Carpi. Referente Prof. Giuliano Albarani.