Da sempre nel mondo, purtroppo, esistono discriminazioni tra diverse religioni, tra diverse etnie, per diverso colore della pelle e tra uomini e donne. La discriminazione è arrivata così anche nel mondo dello sport e proprio della discriminazione tra uomo e donna voglio parlare in questo mio articolo.
Il fair – play è una regola non scritta che incita il gioco corretto e la lealtà basandosi sul principio del giocare per la vittoria con onestà , rispetto delle regole, ma accettando l'eventuale sconfitta, portando sempre e comunque rispetto a compagni, avversari, arbitri e spettatori.
L’utilizzo del doping non è recente, già le popolazioni Azteche conoscevano vari metodi capaci di aumentare forza e resistenza fisica. Nella storia dello sport i Greci, inventori dei Giochi di Olimpia, davano particolare valore alla competizione sportiva, stabilendo regole che facessero emergere la lealtà e l’onestà nel rispetto dell’avversario. Per lunghi secoli la pratica del doping fu dimenticata poiché, dopo la caduta dell’Impero Romano, le attività agonistiche vennero interrotte e reintrodotte solo nel 1896 dal francese Pierre Fredi De Coubertin. La maggior diffusione del doping si ottenne alla fine degli anni ’70, quando molti sportivi professionisti fecero largo uso di anabolizzanti durante le Olimpiadi.
Dal dicembre 2007 il calcio ha una nuova sfida da affrontare. Dopo gli avvenimenti tragici che hanno coinvolto questo sport, grazie ad una società di grande valore sportivo come la Fiorentina, si è iniziato a parlare di terzo tempo. Tipico del rugby, il terzo tempo nasce insieme a questo sport nel lontano 1823 quando William Webb Ellis, trasgredendo le regole del football, diede inizio, non solo ad un nuovo tipo di gioco, diviso in due tempi, ma anche allo spirito del divertimento e dello stare insieme attraverso il terzo tempo.
Sei grasso? Ti senti gonfio? L’immagine alla quale ti rifai si allontana sbeffeggiandoti? Butta pasticche e bilancia! Smetti di offendere lo specchio! Spegni la tv e accendi il computer! Recentemente, infatti, un’importante università dell’Omeropia ha scoperto che sostituendo snack e merendine con sani e genuini scandali sportivi si perde peso velocemente, e ti passa la fame. Attento però: come tutte le terapie sperimentali, anche questa ha delle controindicazioni.
Uno dei più antichi proverbi dice che non c’è due senza tre, e questo, sembra proprio il caso dello scandalo italiano del calcio 2006, dopo quello del 1980 noto come Calcioscommesse e quello del 1986 noto come Calcioscommesse 2. Lo scandalo calcistico del 2006 (vuoi la grande dispersione di notizie fatta dai media, vuoi la gravità del fatto o forse perché è l’unico a cui ho assistito!), è stato quello più discusso ed importante fra i tre.
Quando la discriminazione investe anche il settore sportivo ci accorgiamo che i provvedimenti presi dal Parlamento, come la Carta europea per lo sport, recepita nel 1992, non hanno prodotto risultati soddisfacenti per quel che riguarda l’Italia. Da una recente indagine dell’ISTAT è stato provato che la percentuale delle ragazze che svolgono attività pratiche sportive è del 22,6% contro il 37,8% dei ragazzi. Confrontando questi dati con quelli dello studio COMPASS, che ha svolto la stessa ricerca sulla Svezia, è risultato che sia il 70% delle ragazze che il 70% dei ragazzi fa sport.
Newsletter a cura della sezione ITC dell'IIS Meucci di Carpi (Modena) - referente Prof. Giuliano Albarani
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Andrea Gualandi (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it