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Il tempo libero degli italiani: Relax, stress e nuove forme di dipendenza

È stato presentato il 1 marzo 2007 il volume “Uso del tempo” che riporta i risultati dell’indagine Istat riferita agli anni 2002-2003 e analizza l’organizzazione della vita quotidiana offrendo uno spaccato del tempo libero degli italiani. Secondo l’Istat: si intende per tempo libero uno spazio di vita a cui possono attribuirsi valenze diversificate e in cui confluiscono una pluralità di interessi e attività.

Il tempo libero è influenzato da vari fattori: età (infanzia, adolescenza, maturità, anzianità), sesso, reddito (alto, medio, basso), cultura (cultura di base, approfondita).

Riguardo all’età , nel periodo dell’infanzia si seguono le preferenze dei genitori, in base al ritmo di vita e alle condizioni familiari; durante l’adolescenza le scelte vengono effettuate in modo più autonomo ma seguendo comunque le regole della famiglia; gli adulti hanno a disposizione meno tempo libero di tutti in quanto impegnati con lavoro e famiglia; gli anziani invece hanno molto tempo libero ma spesso non sanno come occuparlo.

Anche in base al sesso ci sono delle differenze, ad esempio tra gli adolescenti i ragazzi preferiscono passare il loro tempo libero nel gruppo di amici, mentre le ragazze hanno una visione più individuale e concentrata su se stesse. Nel periodo della maturità le donne sono svantaggiate perché spesso devono occuparsi di lavoro e famiglia contemporaneamente, quindi il loro tempo libero è molto ridotto.

Il fattore economico influisce sulla scelta delle attività del tempo libero perché ogni famiglia ha un certo budget da rispettare e quindi si deve limitare solo a certi tipi di attività.

Il fattore culturale in genere si forma in ambiente famigliare e quindi fino a una certa età si è influenzati dal livello socio-culturale dei genitori; crescendo si raggiunge un livello culturale personale che può essere più o meno elevato.

Bisogna però sottolineare che la ricerca del tempo libero in questi ultimi tempi si è fatta sempre più frenetica e questo ha portato degli effetti negativi e dei problemi: lo stress, la mancanza di aiuti dagli enti sociali, la rigidità degli orari, la dipendenza da Internet e dal cellulare.

Per stress intendiamo quando una persona tende a spendere il suo tempo più efficacemente possibile, facendo più attività contemporaneamente e come conseguenza questo tempo diventa  stressante.

Un altro problema è una conseguenza del tempo libero, cioè ci si accorge che mancano degli aiuti dagli enti sociali, per esempio non ci sono adeguati mezzi di trasporto verso mete di passatempi, oppure non c’è organizzazione capillare nel promuovere certi eventi perciò i piccoli centri hanno meno opportunità.

Un altro problema ancora è la rigidità degli orari, perché i lavoratori dipendenti hanno orari di lavoro molto rigidi e non riescono a conciliare il tempo lavorativo e il tempo libero; invece i liberi professionisti anche se hanno un’elasticità maggiore devono comunque adeguarsi agli orari dei luoghi di svago, per esempio: il maggior flusso di gente è concentrato alla sera, di conseguenza i pub apriranno alle 20.

Esistono diversi tipi di attività da svolgere durante il proprio tempo libero, e si possono dividere in attività solitarie o di gruppo. Esse differiscono in relazione ai fattori precedenti; possiamo vedere più in dettaglio le occupazioni principali degli adolescenti.

In base ai dati Istat abbiamo visto che tra le attività definite solitarie le più diffuse tra i ragazzi sono la televisione in assoluto (94,9%), seguono le nuove tecnologie come computer e videogiochi (65,3%), la cura di se stessi (41,2%), relax (31,8%) e infine lettura (1,4%).

Un altro tipo sono le attività di gruppo, tra queste le più diffuse sono: le uscite (48,4%) come ad esempio il cinema, la discoteca, i bar, i musei e il teatro; lo sport (13,8%) per esempio palestra, calcio, basket e pallavolo; infine i ritrovi fra amici (41,9%) che possono essere a casa, al parco o in piazza.

Un problema molto attuale è la dipendenza dei ragazzi dai propri cellulari e da Internet, che sembra in questi anni siano diventati un’ossessione.Riguardo il cellulare, si è verificato che i ragazzi dai 14 ai 19 anni al 90% possiedono un cellulare, e una buona parte convive con il telefonino accesso più di 12 ore al giorno. Nonostante la nuova disposizione che proibisce l’uso dei cellulari a scuola, molti adolescenti non riescono proprio a staccarsene, mostrando di esserne dipendenti. Infatti uno dei più autorevoli psichiatri italiani, Vittorino Andreoli sostiene, nel suo ultimo libro che “il telefonino non è né buono né cattivo, tutto dipende dagli scopi per il quale si utilizza ma anche da quanto lo si usa, siamo ormai testimoni di veri e propri casi patologici di dipendenza dal cellulare.”

Invece Internet crea una dipendenza più isolante perché il ragazzo si proietta in un mondo parallelo dove si sente più libero e disinibito a parlare con persone sconosciute. (fonte Corriere della Sera).

Ulteriori approfondimenti si trovano nel 7° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza curato da Eurispes.

Ma questi due mezzi di comunicazione non hanno solo effetti negativi, offrono anche opportunità sempre nuove di conoscenza: per esempio l’Università Bocconi ha progettato un videogioco per cellulari con il quale si impara a gestire un’azienda. Sarà questa la nuova frontiera della didattica o solo una nuova tecnica di marketing?

Link utili

Lodi Jessica, Dunaev Ecaterina, Saracino Loredana - Classe V D ITC Meucci di Carpi Prof. Referente: Bertacchini Maria Vittoria