Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

Incontro con ragazzi del Sud

PIACENZA – Qual è la prima immagine che ci appare nella mente quando sentiamo parlare di mafia? Forse personaggi di film o serie televisive, oppure qualche evento di cronaca ormai datato che è accaduto chissà dove? Probabile, se si considera che spesso il fenomeno ci appare lontano e intangibile, specialmente noi giovani che siamo spesso disinformati su questioni così spinose e ci sentiamo estranei a tali vicende.


La disinformazione e il disinteresse sono le armi più potenti a favore delle organizzazioni mafiose, le quali non hanno problemi a estendere il loro controllo su cittadini ignari e inermi e su nuove aree geografiche. E’ per questo che è così importante il lavoro svolto da moltissime associazioni, le quali si impegnano, oltre che ad aiutare concretamente le “vittime” dell’oppressione, anche a divulgare l’informazione.

Così la classe 4N del liceo “Lorenzo Respighi” ha deciso di prendere contatto con membri di queste organizzazioni, poiché anche per noi, che viviamo in una zona relativamente tranquilla da questo punto di vista, non è possibile estraniarci da tali avvenimenti, che purtroppo potrebbero diventare quanto mai vicini. Sono le 11.00 del giorno 7 febbraio 2009 quando si sono presentati a noi i rappresentanti di “GAPA”, “Ammazzateci Tutti”, “Addio Pizzo” e “TeleJato”:  sono ragazzi che hanno solo da pochi anni superato la maggiore età e hanno toccato con mano la difficoltà di vivere subendo pressioni, e ora il loro compito è quello di far sì che esse possano essere sempre più leggere, fino a farle scomparire.

In particolare il lavoro svolto da GAPA è di tipo ricreativo, con la creazione di un campo estivo per i ragazzini , ma anche di informazione, infatti viene da loro redatto un giornale locale nel quale si denuncia il disagio dei minori. Il raggio di azione di questa associazione comprende la città di Catania, che ne è la sede, ma esistono altre società analoghe in tutta la Sicilia, il cui lavoro comincia ora a dare i suoi primi frutti.
”Ammazzateci Tutti” è invece un movimento che si è sviluppato in Calabria a seguito dell’omicidio di Fortunio che si era battuto contro la cattiva gestione dei fondi sanitari e la corruzione politica calabrese ; essa si pone come obiettivo principale la salvaguardia della sanità pubblica appoggiando anche De Magistris nel noto caso “Why Not” . Anche questa associazione si è posta l’altrettanto importante obiettivo dell’informazione, portando testimonianze nelle varie scuole anche a livello nazionale, perché, anche se il problema è per ora limitato al mezzogiorno, nulla vieterebbe che si potesse espandere, se non conosciuto a dovere.

“Addio Pizzo”, come suggerisce il nome, si occupa del problema del pizzo( pratica che consiste nel riscuotere percentuali sui guadagni dei commercianti dietro minacce)   oltre che ,anche in questo caso,dell’opera di informazione.
Questa associazione palermitana è stata fondata da un gruppo di ragazzi, che avevano deciso di aprire un locale, ma non ritenevano corretto dover pagare “contributi straordinari” alla mafia. Il problema del pizzo è molto grave e diffuso, infatti 8 negozi su 10 lo pagano. Tutto ciò crea un clima di terrore insopportabile dal quale è arduo uscire, soltanto l’ educazione è la risposta; basti pensare che molti ragazzini considerano tale circostanza come normale. La divulgazione di come sia la situazione reale, è un grande passo per risolvere i problemi. Inoltre è prevista una opera di tutela di tutti quei commercianti che hanno deciso di rinunciare per sempre al pizzo.

Tutte queste associazioni sono sempre a rischio, in quanto nel mirino della malavita e devono agire in modo attento e indiretto, evitando lo scontro frontale.
Tuttavia esiste una televisione che pare andare controcorrente: TeleJato. Infatti questa emittente attacca la mafia in modo frontale con programmi che prendono letteralmente in giro le organizzazioni; in stile Striscia la Notizia, tanto per intenderci, seppure esposta a rischi enormemente maggiori e con un bacino d’utenza con molti meno zeri.
Le conseguenze di tale atteggiamento ci sono e si concentrano in particolare sul presidente di questa TV, Pino Maniacci. Seppur con presupposti differenti e separate da centinaia di chilometri, queste quattro (e altre) associazioni hanno un punto in comune: informare per agire, ma soprattutto sconfiggere. Sconfiggere le organizzazioni a delinquere,e prevenire per quanto riguarda le zone come la nostra, dove questi fatti sembrano lontani, ma in realtà vicinissimi.

Cosa può impedire a un fenomeno simile, che ha attraversato addirittura un oceano, di non espandersi all’interno dei propri confini, se non l’informazione e l’impegno a mantenere inviolata la propria libertà?
Noi abbiamo fatto il primo passo.