È possibile parlare di democrazia con quattordicenni e quindicenni? È possibile farli discutere del rapporto che esiste tra democrazia e istruzione? Del rapporto tra mezzi di informazione e democrazia? E far loro leggere articoli e testi su temi così difficili? È possibile farlo a scuola?
Due insegnati di un Istituto tecnico ( uno di Diritto, l’altro di Italiano e Storia), ponendosi tali domande, sono arrivati alle seguente paradossale conclusione. No, non è possibile farlo. Infatti i loro studenti non sanno nulla di tutto ciò che riguarda la politica. E non vogliono saperne nulla: i giornali non li leggono e neppure riuscirebbero a capirli, se ci provassero. La politica, in definitiva, appare loro incomprensibile, inutile, sporca. Ma al tempo stesso i due insegnanti sono arrivati alla conclusione opposta. Nonostante tutto ciò, anzi proprio perché le cose stanno così, di democrazia in classe è necessario parlarne. E poi, insomma, i programmi prevedono si parli di Costituzione e di polis greca. Perché allora non anche di democrazia?
Ma come fare? Come evitare di fare noiose lezioni o predicozzi che nessuno avrebbe ascoltato? I due docenti, che poi sono gli estensori di questa nota, hanno pensato di aprire spazi di discussione in classe, prendendo spunto dall’attualità. Ben presto la discussione ha fatto emergere la necessità di indirizzare gli studenti, fornendo loro nozioni di base, spunti di discussione, letture esemplari. Poi però ci si è resi conto che per farlo in modo significativo, avremmo dovuto sottrarre molte ore alla ‘normale’ attività didattica.
La soluzione è stata quella di dar vita a un blog aperto alle due classi coinvolte nel progetto. Su http://ascuoladidemocrazia.blogspot.com dunque si sono aperti forum, si sono forniti spunti di discussione, testi, provocazioni. I temi toccati sono stati i seguenti: le qualità dei buoni politici e dei buoni cittadini, la sovranità popolare, istruzione e democrazia, cittadinanza e immigrazione, democrazia ed informazione, i giovani e la politica.
Come è andata? Chi avrà la voglia di visitare il blog, o la pazienza di leggere i testi degli alunni (ne pubblichiamo alcuni a titolo esemplificativo), potrà constatare come non si sia riusciti a incidere nel profondo. Gli studenti restano spesso arroccati nelle loro posizioni, faticano persino a parlare in modo compiuto dei temi proposti.
Nonostante ciò noi sentiamo di aver lavorato bene e nella direzione giusta. Innanzi tutto il blog, fatto interagire con le discussioni in classe, si è rivelato uno strumento molto ricco e duttile. E già ci sono venute idee per un prossimo utilizzo. Poi sapevamo bene che, nel condizioni socio culturali nelle quali sia agiva, nel tempo di quattro mesi, non si poteva incidere più di tanto. Crediamo di aver zappettato un po’ di terreno, di aver piantato un seme, di aver innaffiato e concimato ben bene. Speriamo che la pianta cresca, e che trovi bravi giardinieri, tra i docenti, i giornalisti, i politici, i genitori.