Definizione
Lo scoperto di conto corrente è senz’altro la forma più classica e più comunemente utilizzata di finanziamento a breve termine. E’ un contratto che mette a disposizione dell’impresa un credito (fido) utilizzabile in funzione delle proprie esigenze, a fronte dell’impegno di ripristinare l’originaria disponibilità per mezzo di rimborsi parziali o totali e del pagamento dei relativi interessi maturati.
Caratteristiche
Lo scoperto di conto corrente, detto anche scoperto di cassa o fido di cassa, costituisce uno dei prodotti bancari più noti e utilizzati (anche in modo improprio) da imprese e privati cittadini. La sua diffusione è ormai capillare, tanto da toccare quasi ogni famiglia e la totalità delle aziende, grandi o piccole che siano. È caratterizzato da una estrema semplicità di utilizzo. L'immediatezza con cui questo strumento si rende disponibile costituisce proprio la chiave di volta del suo successo e nel contempo la causa di un suo utilizzo non sempre centrato e corretto. Abusare di un fido di cassa è un fatto tutt’altro che raro sia per operatori economici del calibro di imprese e professionisti, che per le stesse famiglie. Abusare di un fido di cassa è un comportamento che nel medio periodo provoca pesanti ripercussioni su chi si è lasciato trasportare dall'entusiasmo. Vediamo di definire le caratteristiche che contraddistinguono un fido di cassa. La banca accorda al proprio cliente la possibilità di poter andare "in rosso" sul conto fino ad un massimo stabilito. Il cliente quindi può utilizzare il conto corrente disponendo operazioni quali bonifici, prelievi per cassa, emissione di assegni, ecc. L'utilizzo di questo affidamento viene concesso dalla banca ad un tasso d'interesse predefinito, le cui variazioni, grazie alla normativa vigente in merito alla trasparenza bancaria, devono sempre essere comunicate al correntista.
Fino a qualche anno fa, per consuetudine, gli interessi a debito avevano liquidazione trimestrale, cioè venivano addebitati sul conto corrente ogni tre mesi. Viceversa gli interessi creditori venivano accreditati unicamente una volta l'anno, alla fine dell'anno. Sulla liceità per le banche di utilizzare due pesi e due misure nell'imputazione degli interessi, sono stati versati fiumi di inchiostro, fino ad arrivare alla condanna esplicita di tale comportamento. Il metodo di calcolo e la periodicità dei flussi sono stati uniformati, in modo da rendere maggiormente equo il contratto tra correntista e istituto bancario. La lunga diatriba tra imprese e consumatori da una parte e banche dall'altra è nota con il termine di "anatocismo" e fa ormai parte della storia economica del nostro paese. Oltre ad essere contraddistinto da un tasso piuttosto elevato, in ogni caso ben più elevato di altre forme di credito a causa del suo elevato grado di rischiosità, lo scoperto di conto corrente si porta appresso numerosi costi accessori (spese per riga, spese di chiusura, commissione di massimo scoperto, ecc.).
Lo scoperto di conto corrente è uno strumento che le banche non amano particolarmente concedere, salvo che esso non sia adeguatamente supportato da garanzie accessorie fornite dall'obbligato principale o da terzi. Va utilizzato in modo elastico e parziale, cercando di non saturare il livello di credito concesso. È importante abbattere periodicamente l'esposizione al fine di ricostituire un saldo accettabile. Bisogna evitare cioè che si verifichi quello che nella prassi bancaria si definisce un "incaglio". Un conto incagliato è un conto che non movimenta, che è sempre al massimo dell'esposizione. Questa è una situazione che oltre ad essere onerosa per l'imprenditore (il debito si ingigantisce, perché gli interessi producono altri interessi, ecc.) non piace alle banche (né tanto meno a Banca d'Italia) e può costituire motivo di revoca.
Un'altra caratteristica del fido di cassa è quello di non avere una scadenza predefinita. Si definisce tecnicamente una linea a revoca, cioè una linea di credito che la banca concedente può, a sua discrezione, revocare in qualsiasi momento. Al verificarsi di condizioni di rischio, quindi, l'istituto è libero di disdettare le linee in questione, chiedendo al correntista il rientro del debito in cinque giorni. Decorso tale termine la banca può procedere con le azioni legali che riterrà opportune. Non essendoci scadenza e non essendo previsto un ammortamento del debito (cioè un abbattimento progressivo dell'esposizione tramite versamenti periodici, le cosiddette rate), non esiste per lo scoperto di cassa il beneficio del termine, cioè l'impossibilita di revoca da parte del concedente nel caso in cui l’obbligato abbia rispettato il rientro prestabilito.
Tassi e condizioni di mercato
Il tasso dello scoperto di c/c segue essenzialmente le variazioni dei tassi ufficiali (BCE) e conseguentemente del prime rate; è influenzato anche da significative variazioni dei tassi interbancari anche se non collegate a variazioni dei tassi ufficiali; può inoltre mutare per iniziativa della banca o sulla base di trattative avviate dall’azienda. Il prime rate ABI viene praticato alle aziende primarie; la forza negoziale di ogni azienda determina lo scarto rispetto a tale livello.
Costo effettivo
Per identificare il costo effettivo dello scoperto di c/c, l’azienda deve partire dal tasso nominale e valutare il condizionamento determinato dalle altre variabili che entrano in gioco e precisamente: giorni applicati dalla banca sulle operazioni a debito o a credito; commissione di massimo scoperto, in genere espressa percentualmente su base trimestrale; percentuale media di utilizzo del fido nel trimestre in esame.
A cura di: Marocchi Patrick, Severi Giovanni, Valdifiori Sara, Zambelli Eliano.
Newsletter redatta da: 1^A Igea dell'ITCG Oriani di Faenza - Referente Giorgio Rossi
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Andrea Gualandi (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it