Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

La città digitale - Numero 1 - Giugno 2008

Il Piano del Traffico del Comune di Bologna gestisce la viabilità del centro storico e della periferia della città. Ma ogni città italiana possiede un piano del traffico come anche le città europee e di tutto il mondo, perché oggi il problema della viabilità interessa l'intero pianeta.

Oggi ci si sposta più velocemente rispetto ad una volta. Da un certo punto di vista impariamo e vediamo cose molto interessanti, incontriamo persone lontane da noi, dall'altra talvolta siamo angosciati perchè il tempo è volato talmente in fretta che non abbiamo realizzato quello che volevamo o dovevamo fare. Tutto ciò comporta vivere in modo assurdo, inautentico.

L'uomo deve potersi riappropiare della propria vita,rendendola più umana. Il problema dunque legato al traffico è quello che riduce le distanze fra le cose e le persone, ma che ci crea una visione distorta dell'arco temporale. "Siamo qui e contemporaneamente dovremmo essere là, ma non siamo nè qui nè là" perchè le nostre forze sono quelle che sono e dobbiamo dare il tempo necessario a noi stessi, per affrontare ogni situazione alla volta.

Perciò la città moderna  ci crea il  problema del vivere e poiche' ci dobbiamo spostrare da un luogo all'altro pone il problema del traffico, ma anche tanti altri problemi molto importanti che ognuno di noi deve risolvere. Ad esempio, prioritariamente la società tutta ed il singolo individuo deve domandarsi se il suo comportamento verso la natura risulta corretto, visto che da quando e' apparso sul pianeta, fin dall'inizio dei tempi lo ha modificato secondo le sue necessità.

Se ha voluto sopravvivere ha dovuto imparare a  conoscere ed a gestire al meglio il territorio, creando la storia e la civiltà. Ma oggi è arrivato a costruire città  con  un'alta concentrazione di persone che pongono tanti problemi. Questa ha bisogno di case, infrastrutture varie, uffici, negozi... per poter vivere, ma tutto ciò crea la modificazione del territorio e dell'ambiente circostante, che va ad alterare l'ecosistema mondiale. Una semplice azione influenza e ricade su tutti, nessuno escluso. Da un certo punto di vista, siamo per una seconda volta (la prima è quella cristiana) tutti fratelli, con una stessa responsabilità, quella di salvaguardare noi ed il pianeta ed con uno stesso diritto, quello alla felicità. Non sempre riusciamo a comunicare fra di noi per i tanti ostacoli che noi stessi ci poniamo, siamo delle MONADI come diceva LEIBNITZ, per quanto facciamo sforzi, per andare verso gli altri. Spesso non capiamo i rapporti oppure li modifichiamo senza capirli, li inquiniamo". Anche  l'uomo preistorico ha inquinato l'ambiente, certo mai ai livelli dell'uomo attuale.

Ognuno di noi oggi ancora di più di prima deve imparare il rispetto del territorio e degli altri per la sua salute e quella altrui. La strada può  diventare una palestra di vita, un'occasione di conoscenza, di incontro, di crescita umana e civile, dove tutti convivono pacificamente e nel modo più ottimale possibile. Con l'altro diventa più facile convivere, se lo vediamo  più come amico che come nemico o diverso da noi. Le cose sono più semplici da risolvere. Se trattiamo meglio il pianeta, tutti ne traiamo vantaggi, a cominciare dalle città dove per esempio gli spostamenti avvengono su mezzi pubblici invece che su mezzi privati, in modo da inquinare il meno possibile.

Ugualmente, occorre potenziare le quantità di verde presenti nelle zone urbane, polmoni indispensabili che assorbono le sostanze inquinanti e che ci danno ossigeno da respirare, che abbelliscono notevolmente il paesaggio ed il territorio e che rendono il nostro vedere meno "impegnativo", cosi' è altrettanto importante che si impari ad accettare le differenze sociali, etniche, religiose e politiche per evitare i problemi legati alla sicurezza, alla micro e macro criminalità, alla violenza ed alla prevaricazione, di cui sentiamo parlare quotidianamente.

E' chiaro che è una utopia (non vogliamo copiare chiaramente un certo TOMMASO MORO!), ma bisogna crederci, tentare, porsi il problema con buona volontà, per cercare soluzioni valide ed accettabili, che magari dureranno poco, ma che  intanto arginereranno per quanto possibile quel problema, finchè non arriverà la vera soluzione del problema stesso.

Secondo noi, dunque, la sfida del 2000 ed oltre è proprio questa: perseguire e cercare di  realizzare la pace all'interno delle società, per permettere all'uomo di andare avanti sia pure con tutte le difficoltà e le contraddizioni che sicuramente ci troveremo davanti oppure che di volta in volta ci porremo, ma per poterle superare, lasciando a chi verra' dopo di noi di continuare su questa strada.

A cura degli studenti:
Bettini Alessandro
Cavallari Andrea
Cerasi Filippo
Di Domenico Luca
Faggin Simone
Fornari Gianluca
Galbo Manuel
Gironi Nicolò
Ianniciello Luca
Loconte Davide
Mastrobuoni Michele
Mattioli Gabriele
Melcarne Gianmarco
Mian Adeel Ahsàn
Milone Gianmarco
Monti Michele
Musolesi Ruben
Ricci Joseph

Newsletter redatta dalla classe 2^FS "Pacinotti" Prof. Rita Fortunato.
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Andrea Gualandi (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it