Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

Introduzione

Ogni anno gli italiani stappano qualcosa come 184 bottiglie d'acqua minerale ciascuno: fanno quasi 11 miliardi di litri. Ciascuno di noi, in pratica, si scola molta più acqua in bottiglia di un abitante degli Emirati Arabi, che beve in media 164 litri di "minerale" l'anno. A livello mondiale neppure si scherza: secondo una ricerca dell'Earth Policy Institute, ente americano no-profit che si occupa di dare allo sviluppo economico un'ottica ecologica, i consumi d'acqua in bottiglia sono aumentati in tutto il mondo, passando da 98 miliardi di litri del 1999 a 154 miliardi nel 2004. Lo studio ha sottolineato come si beva molta più acqua nei Paesi ricchi e industrializzati, dove gli acquedotti sono controllati e danno certezza sulla qualità dell'acqua.

Eppure una serie di test hanno dimostrato che non c'è alcuna differenza, almeno al palato, tra l'acqua del rubinetto e quella minerale. Nel 2006, Legambiente ha fatto pescare acqua da caraffe anonime: nemmeno 2 intervistati su 10 sono riusciti, al primo colpo, ad individuare la differenza fra i due liquidi. Ciononostante il 72,4% degli italiani beve più di mezzo litro d'acqua minerale al giorno e in media una famiglia spende circa 21 euro al mese. Come si spiega questa contraddizione? La risposta sta nelle strategie di marketing delle aziende produttrici che, per incrementare le vendite, agiscono con la pubblicità su due fronti: direttamente, per elogiare le qualità del prodotto; indirettamente, per insinuare il sospetto che l'acqua del rubinetto non sia buona. In tal modo si incoraggia il rapporto di sfiducia fra il cittadino e i distributori pubblici di acque.

Ma quante ce ne sono?

L'acqua che compriamo in bottiglia non è necessariamente "acqua minerale naturale". Può essere anche acqua potabile, come quella del rubinetto, oppure la stessa trattata industrialmente per cambiarne composizione e sapore. In ogni caso è sempre più cara dell'acqua che arriva nelle nostre case dagli acquedotti.

Ecco una breve guida.

  • ACQUA MINERALE
    È quella di sorgente o di falda imbottigliata che, dal 2003, può subire eventuali trattamenti con aria arricchita di ozono per abbassare il valore di arsenico, manganese e ferro, purché non venga modificata in quei "componenti esenziali che conferiscono all'acqua stessa le sue caratteristiche" e ne sia data notizia in etichetta. Non può invece subire aggiunte e tanto meno essere clorata. La legge dici che può avere "eventualmente, proprietà favorevoli alla salute". Può essere venduta in contenitori di capacità massima 2 litri.

  • ACQUA DI SORGENTE
    È acqua potabile prelevata alla fonte dalle migliori falde che servono gli acquedotti, messa in bottiglia e venduta. Deve rispettare i parametri dell'acqua di rubinetto. Non si può aggiungere cloro, ma può subire gli stessi trattamenti di purificazione dell'acqua minerale. Di solito è usata per rifornire uffici, ospedali o grandi magazzini, confezionata in boccioni da 18 litri.

  • ACQUA DA TAVOLA
    È quella ad uso umano, in pratica acqua potabile che si capta direttamente anche da un rubinetto, trattata industrialmente per conferirle le caratteristiche desiderate e imbottigliata. Può essere clorata. Si possono eliminare alcune sostanze o sali minerali e aggiungerne altri. Per esempio, la si può arricchire di calcio o magnesio. Per legge non può essere chiamata né "minerale", né "naturale", né "mineralizzata" e i produttori non hanno l'obbligo di riportare in etichetta tutti i dati di composizione come è, invece, necessario per la normale acqua minerale.