“L’acqua sa di cloro” è forse la critica più frequente che viene mossa contro l’acqua del rubinetto. Ma il cloro è indispensabile. Come risulta dalla Relazione del Comitato di vigilanza sulle risorse Idriche, lo stato delle condotte in Italia è pessimo. Con perdite che superano il 60% e un’età media di 50 anni. In queste condizioni possono verificarsi fenomeni di contaminazione per l’ingresso di acque inquinate e per la crescita microbica. Per evitare che l’acqua diventi veicolo di gravi infezioni, la legge prevede la disinfezione con ipoclorito e biossido di cloro. Il problema vero però non è il sapore.
Queste sostanze, infatti, possono reagire producendo cloroformio i cui effetti tumuli sono stati ben dimostrati negli animali da laboratorio. È per questo che i composti clororganici sono tenuti sotto stretta sorveglianza.