Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

Tre modi per averla: mare, pioggia, pozzi

Addolcire il mare è un sogno antico, ma molto costoso. Per questo gli impianti di desalinizzazione producono meno dello 0.2% dell'acqua impiegata nel mondo. Il potente impianto a distillazione di Al-Jubayl, sulla costa del golfo persico, fornisce all'Arabia Saudita 4.000.000 di metri cubi al giorno, a un costo di quasi 1,6 euro al metro cubo; ciò vuol dire che l'acqua risulta dalle 4 alle 8 volte più cara di quella prelevata da falde o fiumi. Il sistema più diffuso è quello a "evaporazione rapida a più stadi". L'acqua marina riscaldata a circa 120°, passa in una camera pressurizzata ad una pressione di poco inferiore al punto di ebollizione dell'acqua che è di 100°. L'acqua evapora rapidamente e si condensa dando acqua dolce.

Un potenziale enorme ha invece la raccolta dell'acqua piovana in cisterne. Persino in una regione in cui cadono solo 100 mm di pioggia l'anno, come l’aridissimo deserto del Negev in Israele, si possono raccogliere, su una superficie di un ettaro, circa 1.000.000 litri d’acqua all’anno, sufficiente a soddisfare sia le esigenze di acqua potabile sia l’irrigazione.

Più impegnativo è costruire un pozzo dalla falda freatica. Rispetto ad una cisterna i costi si raddoppiano o si triplicano, perché per raggiungere una falda bisogna perforare da 30 fino a centinaia metri di profondità. Per realizzare un pozzo in grado di dissetare 300 persone occorrono circa 2.000 euro. Ma il limite all’uso dell’acqua di falda nei Paesi più poveri è costituito dall’energia necessaria ad alimentare le pompe di perforazione.

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