Questa è la seconda newsletter sul tema dell'acqua. Gli autori sono gli alunni di II E dell’I.S.I.I. Tecnico “G. MARCONI” di Piacenza, coordinati dalla prof.ssa Eleonora Bersani.
Da dove arriva l’acqua che beviamo? Quanto è sicura l’acqua del rubinetto? Trovare acqua potabile in natura è sempre più raro, per questo prima di arrivare ai nostri rubinetti l’acqua deve essere disinfettata e potabilizzata. Il processo è capillare, e la rete di controlli severa ed efficace: dalle verifiche di torpidità alle analisi micro-biologiche, per rilevare le concentrazioni di ioni, metalli tossici e inquinanti organici.
Addolcire l’acqua del mare, raccogliere l’acqua piovana e costruire pozzi da falde freatiche: sogni o realtà? Di fronte all’emergenza idrica sono molte le soluzioni prese in esame negli ultimi anni, ma non tutte sono ugualmente realizzabili: da un lato la costosissima desalinizzazione, dall’altro l’alto potenziale delle cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.
“Acqua al cloro” nei rubinetti: il gusto della sicurezza. Spesso si muovono critiche contro l’acqua del rubinetto per il suo gusto a base di cloro: in realtà questa sostanza è necessaria per evitare il diffondersi di gravi infezioni. Il cloro è un agente disinfettante ed evita la crescita batterica, tuttavia è necessario tenerlo sotto stretta sorveglianza per evitare che, reagendo con altri composti, produca acqua al cloroformio.
Quando le apparenze ingannano! Escherichia Coli, Lieviti e Virus, Nitrato, Piombo e Legionella… sono molti i virus e i batteri che si possono nascondere dietro la limpidezza e trasparenza dell’acqua.
Una ricerca dell'Earth Policy Institute ha dimostrato come si beva molta più acqua in bottiglia nei Paesi ricchi e industrializzati, dove gli acquedotti sono controllati e danno certezza sulla qualità dell'acqua, piuttosto che nei Paesi in via di sviluppo. Come si spiega? Eppure l’acqua in bottiglia costa in media ad ogni famiglia 21 euro al mese. L’acqua del rubinetto e quella imbottigliata sono poi così diverse? Ecco una breve guida.
Le aziende produttrici di acque in bottiglia per incrementare le vendite talora ricorrono a strategie di marketing ingannevoli, che fanno leva sulle convinzioni inconsce dei consumatori. Uno fra i tanti miti da sfatare, l’idea che l’acqua povera di sodio possa favorire l’eliminazione della cellulite, o ridurre il soprappeso.
L'impatto ambientale dell'industria dell'acqua minerale è notevole, ma poco studiato. Un impatto che deriva dalla grande quantità d’imballaggi prodotta, circa 10 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno, e da un continuo peregrinare di contenitori dal Nord al Sud del Paese.
La normativa relativa all’acqua minerale è diversa da quella che regola l’acqua potabile. Le acque minerali, infatti, possono contenere sostanze pericolose per la salute e sali in concentrazione troppo elevata da poter essere dichiarate “non potabili”. L’Italia è leader mondiale dell’acqua minerale, eppure da un’indagine condotta dal Ministero della Salute tra il 2001 e il 2003, 200 marche su 260 sono risultate fuori norma.
Newsletter redatta da:
II E dell’I.S.I.I. Tecnico “G. MARCONI” di Piacenza Referente: prof.ssa Eleonora Bersani.
Implementazione a cura di Emanuele Bassetti (coordinamento) e Ilaria Perrone (editing) - Laurea Specialistica Com.pass - www.compass.unibo.it.