Antenna Europe Direct Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Rapporto 2008 sul programma Istruzione e Formazione 2010

Sintesi del Rapporto 2008

I dati raccolti nel Rapporto 2008 della Commissione europea "Indicators and Benchmarks 2008" che raccoglie i dati più importanti relativi ai sistemi educativi degli stati membri e ne traccia le linee evolutive, almeno per quel che concerne gli aspetti e gli indicatori più rilevanti ci restituiscono un quadro in progressivo ma lento miglioramento, tanto lento che difficilmente sarà possibile raggiungere gli obiettivi stabiliti da Lisbona per il 2010.

La   conclusione del rapporto è che nel suo complesso l'Unione Europea sta facendo progressi in tutti e cinque gli indicatori individuati dalla strategia di Lisbona (la percentuale di ragazzi che completano la scuola secondaria superiore; la percentuale di giovani che abbandonano il sistema scolastico prima di completare gli studi; quella dei ragazzi con scarse o insufficienti capacità di lettura e scrittura; quella di giovani con insufficienti conoscenze negli ambiti della matematica, della scienza e della tecnologia; il tasso di adulti che partecipano ad iniziative di formazione permanente), con l'eccezione del dato che riguarda le capacità di lettura dei giovani il quale ha subito una flessione rispetto all'anno 2000. Resta comunque una lentezza troppo forte nel raggiungimento dei miglioramenti auspicati, tanto che il 2010, data ormai assai vicina quasi certamente non vedrà raggiunti gli obiettivi fissati.

Una sintesi delle risultanze dell'indagine viene esposta nel comunicato ufficiale della Commissione Europea:

  • rispetto al 2000 vi sono in Europa 3 milioni di studenti universitari in più e un milione di nuovi laureati in più ogni anno;
  •  il numero di laureati all'interno della popolazione lavorativa è salito di 13 milioni rispetto al 2000;
  •  il 60% dei cittadini UE tra i 5 e i 29 anni di età va a scuola (questo dato è equivalente a quello USA);
  • almeno 108 milioni di lavoratori europei hanno tutt'ora un insufficiente livello di istruzione.

Il rapporto evidenzia il persistere anche di alcune rilevanti diseguaglianze nei sistemi educativi dell'Unione:

  • sei milioni di ragazzi tra i 18 e i 24 anni (circa uno ogni sette) si ferma alla sola istruzione obbligatoria;
  • nella fascia di età adulta tra i 25 e i 64 anni il numero di coloro che partecipano ad attività di formazione permanente è tre volte più elevato tra chi ha completato gli studi secondari superiori;
  • un bambino su sette con meno di cinque anni (soprattutto appartenente a famiglie di migranti o con difficoltà economiche) non viene coinvolto in nessuna attività educativa;
  • permangono alcune rilevanti differenze di genere: i ragazzi sono meno bravi nella lettura; mentre le ragazze hanno più difficoltà con la matematica e sono sotto rappresentate rispetto ai maschi nelle  lauree in materie  matematiche,  scentifiche e tecnologiche;

La situazione in Italia

per quel che riguarda nello specifico i dati dell’Italia sono ben due su cinque le aree nelle quali si è registrato un arretramento rispetto al 2000, esse riguardano la capacità di lettura e comprensione e la formazione permanente.
Se le difficoltà riscontrate dai nostri ragazzi nelle capacità di lettura e comprensione (peggiorate rispetto ad otto anni fa) rappresentano un problema condiviso con altri 12 paesi dell'Unione (tra i quali la Spagna e la Francia) molto meno generalizzato a livello continentale è invece l'arretramento del dato relativo alla formazione permanente, dato negativo che accomuna l'Italia con altri sette paesi "minori" dell'Unione e che dimostra tutti i limiti del nostro sistema di formazione professionale.
Stazionari rimangono anche i risultati della lotta all'abbandono scolastico (con dati simili a quelli del 2000) e quelli del numero di diplomati. L'unico dato veramente positivo del quadro italiano è rappresentato dalla crescita del numero di laureati in materie scientifiche e matematiche.