Contrastare il riscaldamento globale ed i conseguenti cambiamenti climatici è riconosciuta essere una delle maggiori sfide che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare nel 21° secolo. Il clima è ormai eccessivamente sollecitato dall’utilizzo di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale), le cui emissioni di gas ad effetto serra (in primis, il diossido di carbonio - CO2) sono superiori a quelle che l’atmosfera è in grado di assorbire senza produrre un innalzamento delle temperature.
Diverse aree del pianeta sono già interessate dagli effetti avversi del riscaldamento globale, quali l’intensificarsi di eventi meteorologici estremi (alluvioni, cicloni tropicali, siccità e desertificazione), l’aumento delle temperature sia dell’atmosfera sia degli oceani con il conseguente scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari e l’innalzamento del livello dei mari, nonché la distruzione su vasta scala di ecosistemi naturali.
Le evidenze scientifiche prodotte dal Panel Intergovernativo delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (IPCC, il massimo organo internazionale in materia che riunisce oltre 2.500 scienziati e climatologi da tutto il mondo) invocano l’urgenza di interventi correttivi. Ed è ormai unanime il consenso nella comunità scientifica che occorra implementare non solo misure di attenuazione (mitigation), quale la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, ma anche misure di adattamento (adaptation) nei confronti di quei fenomeni climatici ormai irreversibili. Secondo le stime dell’IPCC, una riduzione del livello corrente di emissioni pari al 60% aumenterebbe al 70% la possibilità di contenere l’innalzamento delle temperature al di sotto dei
Le ricerche più recenti mettono in evidenza i costi estremamente ingenti, sotto il profilo economico e sociale, che dovranno essere sostenuti nel caso in cui l’adozione di siffatte misure sia insufficiente oppure ulteriormente ritardata. Il rapporto Stern del 2006 sugli aspetti economici dei cambiamenti climatici stima che tali costi incideranno tra il 5 e il 20% del PIL mondiale. Intervenire ora si può e sarebbe anche molto meno costoso.