Va sempre più diffondendosi la convinzione che la lotta ai cambiamenti climatici passa non solo attraverso interventi a livello sovranazionale (internazionale ed europeo) e nazionale, ma anche e, forse soprattutto, attraverso l’assunzione di responsabilità da parte degli enti regionali e locali e degli operatori economici operanti sul territorio. Se si abbandona, infatti, un approccio sistemico, è facile considerare come gli effetti aggregati del riscaldamento globale siano il risultato di singole azioni individuali. Tutti gli attori coinvolti a differente titolo contribuiscono a determinare l’effetto finale. In questo quadro, le Convenzioni internazionali in materia di lotta ai cambiamenti climatici, le disposizioni normative dell’UE e il Piano Energetico Regionale sopra analizzati sono l’espressione di un’assunzione di impegno e responsabilità a differenti livelli.
In quanto cittadini europei e cittadini emiliano-romagnoli e operatori sul territorio regionale possiamo vantare orgogliosamente dei primati. L’UE è, come evidenziato, all’avanguardia in sede internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici, cercando di indurre, anzitutto con il proprio esempio, anche gli altri membri della comunità internazionale ad adottare strategie e misure sempre più ambizione.
Infine, formuliamo una considerazione contingente al momento attuale. Sia a livello di amministrazione sia di tessuto produttivo è sempre più radicata la considerazione che la “green economy”, in tutta la sua complessità e in tutte le sue molteplici facce, rappresenti non solo un importante asse di sviluppo del sistema economico e del territorio, ma anche un elemento utile a promuovere l’innovazione come leva per fronteggiare e superare l’attuale crisi economico-finanziaria.