di Andrea Zoppello
Tra i 200 studenti presenti al Meeting dei Giovani europei, rappresentati delle varie nazionalità europee, erano presenti anche ragazze turche e ragazzi norvegesi, non appartenenti di fatto all’Ue, ma comunque “europei”. Incuriosita di sapere se la loro provenienza riflettesse anche il loro spirito, ho cercato ovunque le ragazze turche durante i primi tre giorni di Meeting.
Però non le ho mai incrociate, né durante il buffet, né durante i continui spostamenti da una classe di workshop all'altra. Finalmente, venerdì 27 novembre verso sera, mi sono imbattuta per caso nelle quattro ragazze che sono uscite dalla sala dove si stava proiettando il documentario sulla caduta del muro di Berlino. Sono andata loro incontro con le altre mie colleghe per filmare un'intervista, ma le ragazze hanno scansato la telecamera, concedendoci solo un'intervista scritta.
C’è stata qualche difficoltà dovuta alla lingua e alle voci sussurrate, dettate un po' dalla timidezza e un po' dalla stanchezza, ciononostante è emerso un interessante punto di vista di chi ancora non è in Europa ma inizia a fare capolino tra dubbi, curiosità e perplessità .
I: - Cosa ne pensate, ragazze, del Meeting a cui avete partecipato?
R: - Il progetto è stato molto divertente e molto interessante, ma noi non siamo ancora parte dell'Europa. Durante i workshop con gli altri studenti ci siamo accorte dell'emergere delle diverse opinioni e dei diversi modi di vedere le cose. E' stato importante parlare della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Ue e il progetto è riuscito a mettere persone diverse tutte insieme.
Ma il meeting è stato troppo lungo e in certi momenti un po' noioso!
I: - Com'è stato lavorare a contatto con ragazzi/e provenienti da altri paesi?
R: - Ci sono state delle difficoltà dovute alle differenze di lingua e di cultura. Abbiamo scoperto di avere delle difficoltà con l'inglese che prima non credevamo così gravi.
E' stato molto importante lavorare in gruppo, è stato possibile vedere come gli altri ragazzi si comportano e come parlano, e ci siamo accorte che non siamo poi così lontani. E' stato strano vedere che tutti conoscono la Turchia ma hanno la stessa idea, conoscono solo Istanbul e l'Islam ma il nostro Paese non è certo solo questo!
I: - Cosa porterete a casa da questa esperienza?
R: - Sicuramente nuovi amici e le loro rispettive culture. Nel nostro gruppo di lavoro siamo venute a contatto con i ragazzi francesi con cui siamo rimaste in buoni rapporti, credo ci ritroveremo presto!
I: - Avete ora un'idea più concreta dell'Europa?
R: - Sicuramente. Durante gli incontri abbiamo ricevuto molte informazioni sull'Europa che prima non sapevamo. Siamo certamente cambiate un po' nel nostro modo di approcciarci a questa nuova tematica che il nostro paese deve affrontare, è ancora un argomento delicato per i turchi e potremmo dire che tutt'ora il paese è diviso a metà, tra chi approva e chi no.
I: - Una volta tornate a casa vi impegnerete personalmente nelle cause affrontate e discusse durante il meeting?
R: - Quando torneremo parleremo con gli studenti che non hanno potuto partecipare, raccontando loro la nostra esperienza e discutendone, confrontandoci sul nuovo bagaglio europeo che riporteremo.
I: - La scuola come vi ha preparato all'evento?
R: - Il professore ci ha fatto leggere molti articoli e saggi a riguardo e abbiamo preparato un video per un concorso, ma per dei fraintendimenti invece di svolgerlo sul tema della caduta del muro abbiamo parlato dei diritti di cittadinanza e giustizia. Così non è entrato in concorso e non verrà trasmesso.
Peccato. Ci sarebbe piaciuto conoscere anche questo punto di vista.
Andrea Zoppello