Regione Emilia-Romagna: Assemblea legislativa

"Diritti crescono? Cercasi proposte per una nuova educazione alla cittadinanza" Cronaca dell’Open Space Technology realizzato il 5 Ottobre in Assemblea legislativa

(07/10/2009) copertina
La sala Polivalente, normalmente utilizzate per attività istituzionali, seminari e convegni, piena di cartelloni, le sedie disposte a cerchio. Un gong scandisce i diversi momenti della giornata. E ad accogliere i partecipanti uno striscione, rigorosamente scritto a mano che in realtà rivolge loro una prima, provocatoria domanda: “Diritti crescono? Cercasi proposte per una nuova educazione alla cittadinanza”.

Fin dall’inizio è chiaro che si tratterà di una giornata particolare. 130 cittadini, tra docenti, amministratori locali, tecnici, operatori del terzo settore, arrivano da tutta la regione e anche da fuori, per prendere parte a questa prima esperienza di Open Space, che l’Assemblea legislativa ha organizzato, in collaborazione con il Difensore Civico e l’Ufficio Scolastico regionale per parlare di educazione alla cittadinanza ma anche per sperimentare un metodo che è anche un fare cittadinanza, un modo per “dare gambe alle idee”, nelle parole di Gerardo de Luzemberger conduttore e facilitatore della giornata.

Ad accogliere i partecipanti un coffe break permanente, che sarà un punto di ristoro, ma anche di incontro e scambio, per l’intera giornata. Perché l’Open Space è innanzi tutto uno spazio di libertà, dove ciò che conta è la voglia dei partecipanti di confrontarsi in un dialogo alla pari, che questo avvenga in una sala riunioni o davanti a una tazza di caffè.

Il compito di salutare a nome della Presidente e dell’Assemblea è affidato al Vicepresidente Paolo Zanca, il quale richiama alla necessità di realizzare nella pratica quotidiana i diritti di cittadinanza, elementi costitutivi della persona in quanto tale. A seguire, Marianella Sclavi, docente di Arte di Ascoltare, Gestione creativa dei Conflitti e Etnografia urbana, introduce alcuni elementi essenziali dell’OST, un approccio partecipativo alla progettazione che “è già in sé un modo di educare alla cittadinanza”. La Prof.ssa Sclavi chiarisce l’obiettivo dell’Open Space: “trasformare il dissenso in occasioni per inventare soluzioni migliori e congiunte”
risalendo dalle posizioni agli interessi, ovvero ricostruendo le visioni del mondo dei partecipanti.

Ma niente di più viene svelato. Spetta a Gerardo de Luzenberger aprire ufficialmente.
Il facilitatore spiega il programma della giornata, che si articolerà in 3 sessioni di lavoro, ma tiene a precisare che in un OST non bisogna dare nulla per scontato. Non si sa mai quello che può succedere.  E soprattutto bisogna essere pronti a lasciarsi sorprendere.

Le regole sono semplici: quando è finita è finita. Quando incomincia è il momento giusto. Chiunque venga è la persona giusta. Siate pronti ad essere stupiti. L’unica legge che vale è quella dei due piedi, ciascuno è libero di spostarsi da un gruppo all’altro, senza sentirsi in dovere di restare se la discussione non lo interessa.
L’OST serve anche a questo, a liberarsi da condizionamenti e aspettative, e vivere un’esperienza che vuole essere  il più possibile spontanea.

I veri protagonisti non sono i relatori, perché i relatori non esistono. Le persone sedute in cerchio vengono invitate ad alzarsi, porsi al centro e proporre temi di discussione, che vengono affissi su una grande bacheca. Ciascun proponente dà appuntamento a chiunque sia interessato a confrontarsi, ad un orario e in un luogo precisi. Il ghiaccio è presto rotto e la bacheca si riempie in fretta di sollecitazioni, spunti di riflessione, progetti sui quali confrontarsi e anche qualche provocazione.

Sono gli stessi partecipanti a riorganizzare lo spazio, spostando sedie in un brulichio di emozioni: volti incuriositi, altri un po’ spiazzati. C’è chi indugia indeciso davanti alla bacheca, chi è ansioso di cominciare. E chi preferisce, per il momento, sedersi in disparte e leggere un libro. Anche questo è l’OST.

La prima sessione vede al lavoro 10 gruppi, impegnati in discussioni che spaziano dalla storia alla cittadinanza europea, dalle proposte didattiche a quelle creative. Al centro di tutto i giovani cittadini.

Verso le 12.30 la sala stampa allestita in Polivalente si anima dei primi report, i resoconti dei gruppi, che si fermano ai computer per iniziare a dar vita al documento finale, il “testamento istantaneo” di questo OST e che solo alla fine della giornata sarà completo.

Il pomeriggio riparte alle 14, si parla di progettazione del territorio, ma anche di cittadinanza e Costituzione, educazione nell’epoca della complessità e di confronto generazionale.

Terminata anche l’ultima sessione è De Luzemberger a riprendere in mano le redini dell’OST per la plenaria conclusiva: Signori e signori “superstiti” benvenuti a questo Open Space Technology”. In mezz’ora il microfono fa il giro completo del cerchio e si raccolgono le impressioni a caldo della  giornata.
Interessante, stimolante, divertente, curiosa, costruttiva, bellissima, valida: questi alcuni degli aggettivi usati dai partecipanti, che hanno vissuto l’OST come un’occasione di crescita personale, un’opportunità innovativa per conoscere nuove persone e trovarsi ad interagire e discutere con loro su temi di interesse comune, senza mai essersi incontrati prima.

C’è chi si dispiace per non aver avuto il tempo di partecipare a più gruppi, altri accusano la stanchezza di una giornata molto concentrata e a tratti rumorosa.
Ma la metodologia dell’Open Space sembra aver conquistato tutti: “Non pensavo di essere qui a quest’ora, se sono qui allora vuol dire che ha funzionato”. E ancora:  “E’ stata un’esperienza arricchente. La nostra proposta è di un Open Space cittadino”. “Proporrò anche alla mia Istituzione, il Consiglio regionale dell’Umbria, di fare un OST sul tema”.
“Ero piene di aspettative e stranamente quando è così poi si viene delusi. Invece non sono per niente delusa. Non abbiamo solo interagito ma costruito. Le nostre proposte le faremo diventare concretezza. Piccolo rimpianto anche per me non aver partecipato ad altri gruppi. Propongo per il prossimo anno un OST di due giorni”.

In conclusione il Difensore Civico, Avvocato Daniele Lugli, ribadisce l’importanza di tradurre in concreto le idee raccolte nel corso di questa intensa giornata. Comincia a circolare in tempo reale tra i 70 “superstiti” il report finale, frutto della raccolta di tutti i report appesi sul news wall al termine delle sessioni.
“Vi abbiamo consegnato un libro istantaneo, spiega la professoressa Marianella Sclavi. Le idee lì sono solo in fase embrionale. Il 21 ottobre le riprenderemo in mano. Mi sembra che il clima sia buono e anche il giro di microfono da l’idea che questo tipo di lavoro funziona meglio di una tradizionale conferenza.”

L’OST si conclude quindi con un nuovo appuntamento, che si spera marcherà un nuovo inizio di co-progettazione e reciproco ascolto, come auspica Patrizia Comi, Responsabile del Servizio Comunicazione e Documentazione, nel ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata di pratica partecipativa: “Ho osservato una notevole ricchezza di idee e di questo faremo tesoro”.

A cura del Servizio Comunicazione e Documentazione

 

 

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